Il reportage di La7: e il ponte di Celico è diventato (per tutti) “il ponte della paura”

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Il ponte di Celico è diventato un caso nazionale. Per fortuna.

Sì, perché la tragedia di Lecco ha portato istintivamente in mente a tutti noi “indigeni” la situazione dell’ormai celeberrimo viadotto Cannavino. E così i grandi media, pressati e invitati a vedere il ponte con i loro occhi, se ne sono accorti.

La troupe di Striscia la Notizia, che ieri è venuta a fare il servizio d’ordinanza (andrà in onda stasera) è stata anticipata dal reportage di “Cronache”, la bella rubrica quotidiana del TG di La7 dove, al posto del giornalismo-spettacolo dello show di Antonio Ricci, si preferisce l’inchiesta seria e documentata.

E così ieri, all’ora di pranzo, è andato in onda il punto di vista dell’emittente del direttore Enrico Mentana. Lo hanno definito a ragione “il ponte della paura”, quello che quando lo percorri ti viene quasi spontaneo farti il segno della croce tanto sono ampi gli avvallamenti che ti danno l’impressione di finire giù.

La giornalista ha evocato anche “un giocattolo malandato del vecchio Meccano”, che ci ha riportato con la mente ad uno dei passatempi preferiti di quando (scrive un ultracinquantenne, purtroppo) eravamo giovani. E, grazie alle riprese di un cameraman veramente molto bravo, ci ha fatto quasi toccare con mano i brividi che si provano quando attraversi “il ponte della paura”.

lasette2Molto meno interessanti i soliti balletti di responsabilità tra Anas e Protezione Civile, che ormai non appassionano più nessuno mentre il sindaco di Celico, in maniera molto opportuna, ha ricordato che questo ponte è già crollato una volta, nel 1972, provocando la morte di due operai. Ricordare per prevenire: ma, almeno finora, nessuno ha imposto di chiudere al transito questo stramaledetto ponte.

L’Anas dice che dovremo andare avanti così fino alla prossima estate. E in molti, anche se obbligati a passare dal ponte di Celico, hanno giurato e spergiurato che faranno il percorso alternativo. Dell’Anas, ormai, non si fida più nessuno.