Il reportage di La7: e il ponte di Celico è diventato (per tutti) “il ponte della paura”

Il ponte di Celico è tornato ad essere un caso nazionale. Per fortuna. Meno di due anni fa, a novembre 2016, sul viadotto Cannavino si erano accesi finanche i riflettori dei media nazionali. Sì, perché la tragedia di Lecco (minimale rispetto al disastro di Genova) aveva portato istintivamente in mente a tutti noi “indigeni” – ieri come oggi – la situazione dell’ormai celeberrimo ponte di Celico. E così i grandi media, pressati e invitati a vedere il ponte con i loro occhi, se ne erano accorti.

La troupe di Striscia la Notizia, all’epoca, era stata anticipata dal reportage di “Cronache”, la bella rubrica quotidiana del TG di La7 dove, al posto del giornalismo-spettacolo dello show di Antonio Ricci, si preferisce l’inchiesta seria e documentata.

E così il 3 novembre 2016, all’ora di pranzo, era andato in onda il punto di vista dell’emittente del direttore Enrico Mentana. Lo hanno definito a ragione “il ponte della paura”, quello che quando lo percorri ti viene quasi spontaneo farti il segno della croce tanto sono ampi gli avvallamenti che ti danno l’impressione di finire giù.

La giornalista aveva evocato anche “un giocattolo malandato del vecchio Meccano”, che ci ha riportato con la mente ad uno dei passatempi preferiti di quando (scrive un ultracinquantenne, purtroppo) eravamo giovani. E, grazie alle riprese di un cameraman veramente molto bravo, ci ha fatto quasi toccare con mano i brividi che si provano quando attraversi “il ponte della paura”.

lasette2Molto meno interessanti i soliti balletti di responsabilità tra Anas e Protezione Civile, che ormai non appassionano più nessuno mentre il sindaco di Celico, in maniera molto opportuna, ha ricordato che questo ponte è già crollato una volta, nel 1972, provocando la morte di due operai. Ricordare per prevenire: ma, almeno finora, nessuno ha imposto di chiudere al transito questo stramaledetto ponte.

L’Anas diceva che saremmo dovuti andare avanti così fino alla prossima estate,che poi è quella ancora in corso. I lavori, purtroppo ttagicomici, sono stati conclusi a luglio dopo che l’Anas li ha tolti alla prima impresa appaltatrice per affidarli ad un’altra… E in molti, anche se obbligati a passare dal ponte di Celico, hanno giurato e spergiurato che faranno il percorso alternativo. Dell’Anas, ormai, non si fida più nessuno.