Il ritorno di Mario Pirillo

Mario Pirillo
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A volte ritornano.
In politica si fa finta di cambiare tutto per non cambiare niente. In Calabria nulla è come appare. Bisogna sempre interpretare i “segni”. Non c’è mai una cosa detta liscia, qualcuno che parli con sincerità e genuinità alla gente, qualcuno che come la vedi è.

La politica da noi non va mai presa alla lettera. Quello che un politico ti dice, lo sanno pure i bambini, non sarà mai quello che farà. Questo è pacifico, lo abbiamo imparato a nostre spese. Populismo a parte.

Anche perché, continuare a giustificare negligenze, incompetenze, clientelismo, ladrocinio di questa nostra classe politica imbrogliona ed incapace, dando del “populista” a chi gliele canta, non funziona più. Checchè ne pensiate, la gente è oramai un passo avanti a questo.

Sa distinguere, ed ha capito che così non si può più andare avanti. E mentre i cittadini arrancano tra mille difficoltà quotidiane, sperando nell’arrivo di qualche onesto, ecco che ritornano i fantasmi del passato a confermare che prima di ogni altra cosa conta il benessere e lo sprido dei nostri politici.

Quando pensavamo di essercene liberati, politicamente si intende, rispunta come fa uno zombie dalla tomba, l’onorevole Mario Pirillo. Pensavamo che la trombatura elettorale lo avesse definitivamente pensionato. Invece, lui, non ci ha mai pensato a mollare. Covava sotto la cenere il suo ritorno. Sciuddru c’amu patutu.

Non abbiamo fatto nemmeno in tempo a citarlo qualche giorno fa come sponsor politico del gruppo iGreco, narrandolo al passato, quello che non torna mai più, che lui rispunta a dispetto di tutto e di tutti, come solo un’ unghia ‘ncarnata sa fare, come a dirci (con cinismo): grazie di avermi evocato. Oltre al danno anche la beffa. L’incantesimo è spezzato.

Mario Pirillo ritorna alla grande sulla scena politica locale: l’area moderata del PD si affida totalmente a lui, e lo pone alla guida della corrente. Pirillo non è uno di primo pelo. Sono secoli che è in politica. Democristiano da sempre, e come tale si è sempre comportato. Salta di qua e di là, come un canguro. Nonostante la mole da “Pirillone”.

E’ amico dei suoi amici, che gli presentano sempre qualche altro amico. Infatti lui è un amicone. E’ stato amico di tutti: Casini, Mastella, Cossiga, Loiero, Nisticò, il fior fiore della politica italiana. Statisti di prima. Una scuola che è tanto servita a Mario. Ha imparato come amministrare la cosa pubblica. Durante il suo regno da assessore, innumerevoli sono le cose da lui create. Sono talmente tante che non se ne trovano tracce.

corigliano

Di politica clientelare, quanta ne vuoi. Ma di opere per il cittadino, manco a cercarle con la lanterna. E’ stato il suo amicone Beppe Fioroni ad invogliarlo (maledetto lui) a ritornare nell’agone politico, stimolato da un altro personaggio del PD locale, che brilla per le sue capacità amministrative: Maria Francesca Corigliano. Un pezzo da novante del PD locale. Donna forte di Oliverio. Tant’è che il suo nome gira come possibile candidato a sindaco di Cosenza. E chissà che il ritorno di Mario Pirillo non sia anche in funzione di questo. Una eventualità alla quale purtroppo dobbiamo rassegnarci. Mi viene da dire: Piru Piriddru, chini cci ‘ncappa poveru a iddru.
E siamo di nuovo all’anno zero.
GdD