Il senatore Caridi e la Commissione antimafia

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Appena eletto al Senato con la lista del Pdl nel 2013, il senatore Antonio Caridi, per il quale oggi il Senato ha accolto la richiesta di arresto della DDA di Reggio Calabria per associazione mafiosa, stava per diventare componente della Commissione antimafia su indicazione di Renato Schifani.

Il nome di Caridi era comparso già nel 2011 nelle carte della Dda di Genova. All’epoca assessore regionale alle Attività produttive, Caridi era finito nel dossier che l’ex presidente l’allora capo della Dda di Genova Vincenzo Scolastico consegnò all’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu. Un dossier dove c’erano ricostruiti alcuni passaggi che hanno consentito alla ‘ndrangheta di infiltrarsi nel territorio ligure.

“L’indagine – in uno stralcio di quel dossier si faceva riferimento all’appoggio fornito dalle famiglie emigrate in Liguria nella campagna elettorale per le regionali in Calabria – ha consentito di documentare l’alacre attività di sostegno svolta, nell’ultimo voto regionale, da esponenti della cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore del candidato Antonio Stefano Caridi”.

Prima ancora che in quelle della Dda di Genova, del senatore Caridi aveva parlato il collaboratore di giustizia Giovanbattista Fracapane, un tempo killer di punta della cosca De Stefano. Una decina di anni anni fa, infatti, il pentito ha riferito ai magistrati di aver sentito spesso il nome del governatore Giuseppe Scopelliti e dell’assessore Antonio Caridi negli ambienti della cosca di Archi.
Per fortuna, grazie a queste inchieste ma anche alla ferma opposizione del M5S, Caridi non è mai entrato a far parte della Commissione antimafia.