Il senatore Morra, la disco e l’amico di Lotti (di Christian Campigli)

di Christian Campigli

Fonte: La Verità

In principio furono le serate romane dei renziani. Chi voleva incontrarli saltellanti a ritmo di musica, con in testa Maria Elena Boschi vestita da panterona, poteva affacciarsi al Salotto 42 di Piazza Di Pietra. Ma anche nel governo del cambiamento sale la febbre del sabato sera e nei posti chiave ci finiscono pure gli avanzi di balera. Su Internet è diventato un tormentone il Matteo Salvini che si dimena sulle note di «Andiamo a comandare».

La discoteca sembra essere il luogo di partenza e di arrivo anche per molti 5 stelle. Anni fa, quando era ancora giovane e sconosciuto, il Guardasigilli Alfonso Bonafede si dilettava, pure con un certo successo, dietro la consolle come dj vocalist nella sua Trapani. Ma la discoteca è anche il singolare anello di congiunzione tra uno dei più intransigenti esponenti del Movimento Cinque Stelle, Nicola Morra, e l’ex ministro dello sport Luca Lotti, indagato a Roma per favoreggiamento.

Il figlio e la moglie di Nicola Morra, candidato alla prestigiosa e delicata carica di presidente della commissione antimafia, sono diventati soci di una società che gestisce un locale notturno molto famoso sul Tirreno, in provincia di Cosenza, il Ginger Beach. Bar, ristorante, discoteca, insomma un ritrovo molto elegante per i giovani della zona. La società si chiama Sangi Srl e ha un capitale sociale di appena cento euro. Al cinquanta per cento appartiene a Patrizia Coscarella (la moglie del senatore grillino), al dieci a Emilio Morra (il figlio) e al quaranta a Riccardo Maria Panno, di professione avvocato. Data dell’atto di costituzione: 28 marzo 2017.

La famiglia Morra, pochi mesi dopo l’apertura della società, cambia idea e il 3 luglio affitta il proprio ramo di azienda alla Foodies S.a.s di Pietro Francesco Samuele, human resources manager della Mazzei Consulting & Partners. Titolare dell’azienda Andrea Mazzei, professionista dalle amicizie altolocate. Prima tra tutti quella con l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio durante l’esecutivo Renzi, Lotti. Un rapporto alla luce del sole, trasparente. Non è infatti un caso che Mazzei su Facebook abbia postato una foto con il Lampadina in data 16 maggio 2016 con questa didascalia: «Con l’amico Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio». Due anni dopo, il 5 luglio 2018, altro giro di incontri romani e nuova foto, sempre col sorriso d’ordinanza a trentadue denti. Questa volta l’istantanea viene scattata col grillino Alessio Villarosa, sottosegretario del ministero dell’economia e delle finanze: «Importante e proficuo confronto questa mattina – scrive lo stesso Andrea Mazzei – su imprese, micro credito e agevolazioni».

Rapporti, quelli di Morra, che seppur del tutto leciti, hanno sollevato qualche dubbio tra alcuni esponenti del movimento fondato da Beppe Grillo. Sono infatti numerosi i deputati e i senatori che hanno chiesto a Morra prima e a Luigi Di Maio poi di ripensare al candidato per quell’incarico. Tanto importante quanto delicato. Morra è a un passo dallo scranno dell’antimafia dopo aver vinto la votazione interna ai 5 stelle a scrutinio segreto e aver ottenuto nove voti sui diciassette disponibili. Il cosentino si è lasciato alle spalle Mario Michele Giarrusso (considerato il grande favorito per quella poltrona) e Marco Pellegrini. L’accordo raggiunto all’interno della maggioranza prevede, infatti, che il candidato sostenuto dalla coalizione giallo-verde sia un esponente grillino e che arrivi dal Senato (questo perché nella passata legislatura era toccata a un deputato, Rosy Bindi). Un voto che ora però potrebbe essere rimesso in discussione.