Il sindaco Occhiuto e la fiera della vacuità (di Gianni Colistro)

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La fiera della vacuità

di Gianni Colistro

L’umiltà è una qualità rara, sconosciuta ai politici e in particolare al nostro sindaco illustrato (come avrebbe detto Totò).

E’ come l’ Araba Fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa (Metastasio).

Il nostro sindaco ha clamorosamente fallito su tutti i fronti, ma in particolare sulla differenziata porta a porta. Una fetecchia che non esiste in nessuna paese civile. Eppure questo arrogante, il cui motto è ”non si torna indietro”, ci eravamo illusi che chiedesse scusa ai cosentini, avrebbe fatto ammenda dei suoi orrori e sarebbe tornato ai più economici, validissimi e igienici cassonetti. No, assolutamente no.

Il signor Occhiuto, gettando i soldi dalla finestra, ha ridotto Cosenza a un immondezzaio. Sacchetti da tutte le parti, fatti a pezzi dai cani per cui i marciapiedi sono inondati di lerciume. A cosa ha pensato il signor Occhiuto per ovviare al misfatto? Spendere altri soldi. Come? Il geniale personaggio ha deciso di piazzare telecamere mobili e immobili. E cosi secondo l’idea di questo genio incompreso e dal multiforme ingegno scoprirebbe i colpevoli. Voglio proprio vedere!

Altra perla del sindaco, la ricerca del tesoro di Alarico. Non conosco gli scienziati che lo hanno convinto a gettarsi in una impresa assurda e senza senso. Questi signori armati di droni vari e altre diavolerie sondano dall’alto il terreno. La verità è una sola: che si gettano letteralmente i soldi dalla finestra e i problemi della città, che non sono pochi, restano irrisolti.

Ogni tanto, giusto per dire qualcosa, si riparla della metropolitana leggera. Da quando conducevo la rassegna stampa (e sono passati molti anni) su Ten mi sono sempre opposto a questa inutile opera e spiego il perché. Mi sono chiesto, come facevano i latini quando dovevano prendere determinate decisioni, cui prodest ? Traduzione: a chi giova? Solo e soltanto a Rende. Cosenza non ha bisogno di un’opera inutile e dispendiosa, la quale arrecherebbe un danno di notevoli proporzioni alla città. Distruggerebbe quello splendido viale voluto e realizzato dal grande Giacomo Mancini. Egli ne aveva fatto una strada a scorrimento veloce, che col tempo e con gli interventi, prima della magistratura e poi dei successori, tra i quali Occhiuto, è diventato un viottolo di campagna. Provate a immaginare se dovesse sorgervi la metropolitana leggera cosa diventerebbe quell’ex splendido vialone.

Ma, come scriveva il grande Albert Einstein: ”Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”.