Il trionfo della classe borghese: Bernardino Alimena

Bernardino Alimena
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Cosenza è una città borghese e di tradizione massonica, legata a doppio filo al potere dei gruppi familiari e della chiesa, ma decisamente aperta (per fortuna!) alle tendenze repubblicane e democratiche e a quelle radicali e socialiste.

“… Agli albori dell’Ottocento prende definitivamente corpo la scalata al potere della borghesia dopo la grande prova generale del 1799. Viene infatti finalmente garantito l’accesso ai diritti politici a possidenti, intellettuali e commercianti. Tuttavia, la nobiltà cosentina persiste ancora al potere. Ma col Risorgimento e l’Unità d’Italia la classe borghese celebrerà il suo trionfo e vale la pena evidenziare il protagonismo secolare, nel ceto borghese cittadino, dei cultori del diritto. Analizzando la rappresentanza municipale cittadina dall’unità al fascismo, contiamo una percentuale di avvocati superiore al 50% tra i sindaci: si pensi ad Alfonso Salfi o Francesco Martire ma anche a un giurista del calibro di Bernardino Alimena…”.

(Luca Addante, “Cosenza e i cosentini”)

BERNARDINO ALIMENA

“Nasce a Cosenza il 12 settembre 1861 da Francesco, insigne avvocato penalista e deputato per tre legislature. A Napoli, dal 1881 al 1884, frequenta i corsi di giurisprudenza, che completa a Roma, dove si laurea il 2 luglio 1885. L’anno dopo vede la luce Su la psicologia della premeditazione, parte dell’opera – la tesi di laurea ampliata e rielaborata – che viene pubblicata a Torino nel 1887: La premeditazione in rapporto alla psicologia, al diritto, alla legislazione comparata.

Ottiene la libera docenza nell’università di Napoli, in diritto penale, nel 1889 e in procedura penale nel 1890; ma solo nel 1894 inizia i corsi, con la prolusione La scuola critica di diritto penale (Napoli 1894).

Dopo la laurea soggiorna per lunghi periodi a Cosenza, di cui, oltre che consigliere comunale, è stato per breve tempo anche sindaco nel 1889 (il primo sindaco eletto direttamente dai cittadini). Aveva anche attivamente preso parte alla vita scientifica internazionale, intervenendo a vari congressi, a Parigi, a Pietroburgo, a Bruxelles.

Nel dicembre 1898 è nominato professore straordinario di diritto e procedura penale nell’università di Cagliari; di qui passa, nel novembre 1899, a Modena, ove rimase sino alla morte. Era stato promosso ordinario nel 1902.

L’attività politica lo vede eletto, nel marzo 1909, deputato per il collegio di Cosenza ma si dimette dopo solo due mesi in polemica con chi lo aveva accusato di aver ottenuto fondi dal Governo. E’ anche candidato nelle elezioni del 1913.

Di idee conservatrici, di sentimenti umanitari, appartenne ad associazioni politiche moderate. Predominante fu l’attività scientifica, che si sviluppò, oltre che nell’università, in seno alle numerose accademie, società, istituti italiani e stranieri di cui era membro.

Morì il 30 luglio 1915 a Cosenza.

Alimena è stato uno dei maggiori esponenti, insieme con G. B. Impallomeni ed E. Carnevale, della “terza scuola”del diritto penale, e forse il più rappresentativo. Il suo pensiero, maturato in seno a una multiforme cultura orientata in senso filosofico, si mostra ricco di validi spunti, anche se, nel suo insieme, non ha retto alle critiche provenienti dalle diverse correnti della scienza penalistica”.

(Enciclopedia Treccani)

Ma agli inizi dell’800 incombe sull’Europa anche il ciclone Bonaparte e la Calabria risultava essere in una posizione strategica per il controllo del Mediterraneo. Il 12 aprile 1806 Cosenza torna in mano francese e il giorno dopo anche Napoleone arriva a Cosenza.

Appena nominato re delle Due Sicilie, Gioacchino Murat visita Cosenza per risolvere il problema del Brigantaggio, che sostenuto dai Borboni cercò di mettere a soqquadro la città, che invece tornò ad avere una certa effervescenza culturale ed una febbrile attività innovativa.

Nel 1811 cominciarono a formarsi le prime logge carbonare nei dintorni di una città che non trova mai una sua identità politica.