Il vescovo compra Sky ai detenuti: bene, ma con quali soldi?

Il "nuovo" vescovo
Advertising

Abbiamo sentito dire in giro, nel ristretto “cerchio magico” dei media che sostengono quella feccia che è ormai da anni la Curia di Cosenza che il nuovo vescovo, monsignor Francescantonio Nolé, degno successore di gente come Agostino e Nunnari, avrebbe dato 10 mila euro per comprare le antenne e per far vedere Sky Sport, Sky Calcio e Sky Cinema ai detenuti del carcere di Cosenza e del carcere di Paola.

sky-logo-300x225

L’iniziativa potrebbe essere considerata persino meritoria, una sorta di “operazione simpatia” per questa Curia che sostiene i ladri, i pedofili, quelli che fanno fughe di notizie e i truffatori se non fosse che, come al solito, c’è qualcosa che non torna e che ci fa pensare alla solita “carità pelosa” di questa gente che tutto potrebbe fare tranne che servire Dio e le sue giuste cause.

La domanda, più che legittima, che poniamo ai signori della chiesa cosentina è: ma i soldi che saranno destinati a questa “operazione simpatia” sono della Curia (quindi di tutti noi) o sono soldi suoi personali? Cioè del monsignore che segue il degno (si fa per dire…) esempio dei suoi predecessori? La questione non è affatto secondaria. Perché se fossimo davanti al solito sperpero di denaro, la questione diventerebbe grottesca anziché lodevole.

La risposta dovrebbe arrivare da quel furbacchione di don Enzo Gabrieli, grande arrampicatore sociale, da sempre limitato con l’uso della lingua italiana ma bravissimo a usarla per altri fini non propriamente nobili. E’ lui l’indiscusso numero uno della comunicazione della Curia (pensate come sono ridotti male…) e da lui dovrebbero arrivare delle risposte. Visto che è tanto bravo a fare la “talpa” quando si tratta di farci scrivere dalla Santa sede o dai suoi colleghi della diocesi di San Marco ovvero quelli che difendono quel “galantuomo” di Leonardo Bonanno, non dovrebbe costargli tanta fatica.

Ricordiamo a lui e a Nolè che le sette opere di misericordia corporale sono le seguenti. Dar da mangiare agli affamati. Dar da bere agli assetati. Vestire gli ignudi. Alloggiare i pellegrini. Visitare gli infermi. Visitare i carcerati. Seppellire i morti. 
In tutta onestà e sincerità: la Curia cosentina si sente a posto con la sua coscienza, al di là delle operazioni simpatia con i carcerati, probabilmente con i soldi dei cosentini?
Poi ci sarebbero pure le sette opere di misericordia spirituali… ma oggi parliamo di detenuti. Povera chiesa nostra come sei finita in basso!