In procura per un “mi piace”: Granieri, un buffone al servizio della corruzione

Non c’è niente da fare, la procura di Cosenza non molla la presa nei confronti di Iacchite’ e rilancia con un’azione che sa, a dir poco, di inquisizione.

Tutto questo pragmatismo del dottor Granieri e dei suoi sodali, ci piacerebbe vederlo anche quando si tratta di interrogare corrotti e mafiosi. Il suo essere ligio alle regole e alla Legge che più di ogni altro ha mal rappresentato a Cosenza, ci piacerebbe vederlo anche applicato ai suoi amici, tipo Occhiuto, che da 5 anni delinque tranquillamente senza mai essere stato convocato per essere sentito su questo o quell’appalto truffaldino.

Evidentemente le ruberie del denaro pubblico non interessano il procuratore, che percepisce uno stipendio pari a quello di 20 lavoratori cosentini, e non ha certo problemi a pagare tasse e servizi. Che gliene frega a lui se i soldi destinati agli asili, all’ assistenza ai disabili, alle persone anziane sono stati regalati a ditte amiche di Occhiuto e della malavita. Tanto, tutto quello che serve al procuratore e a gratis. Lui non paga niente. E’ esente da tutto.

Perciò non può capire il dramma di chi ha un figlio disabile che magari non può uscire di casa per mancanza di uno scivolo o di un ascensore, perché i soldi non ci sono. Soldi che sono serviti ad Occhiuto per pagarsi i propri debiti accumulati in tanti anni di truffe.

L’abbuttu cumu Granieri non crederà mai aru dijunu. Altrimenti si sarebbe incazzato con Occhiuto e gli avrebbe detto: i soldi per il sociale non si toccano. Almeno questo. Niente. Ha lasciato che sciacalli e strozzini facessero man bassa delle risorse pubbliche senza porre in essere nessuna azione giudiziaria, anche solo per verificare se ciò che scriviamo è vero o meno.

occhiuto granieri

Questo è il nostro dramma: una procura al servizio dei malavitosi e dei politici corrotti come Occhiuto. Il problema per questo procuratore è Iacchite’.

E’ talmente assurda tutta questa storia che anche i poliziotti che stanno interrogando onesti cittadini si sentono in imbarazzo. Perché gli ispettori che hanno famiglia e prendono uno stipendio da fame, sanno bene cosa significa pagare la retta dell’asilo e tutte le tasse comunali. Quando si potrebbero indirizzare risorse pubbliche a questi servizi e magari annullare rette e balzelli vari. Invece i soldi bisogna darli ai malavitosi, secondo il procuratore.

Senza mai indagare se tutto ciò è lecito o meno. Una vergogna. Se fossimo una città normale, con politici onesti dove esiste una politica normale, abitata da politici onesti, sarebbe già scoppiato il caso. Ma qui sono tutti accriccati.

paoli

Eccezion fatta per Enzo Paolini (al quale pure non abbiamo mai risparmiato critiche), che stamattina era in tribunale insieme a due suoi amici, anche loro convocati da quel buffone del procuratore Granieri.

Comunque veniamo alle convocazioni. Oggi sono stati convocate TELEFONICAMENTE oltre 10 persone. Ed altre saranno convocate nei prossimi giorni.

Ma quali sono le domande che sono state poste agli interrogati? Ce l’hanno riferito gli interrogati stessi dallo loro viva voce. Queste le domande:

Conosce Gabriele Carchidi e GdD?

Come li conoscete?

Come mai ha messo mi piace a questo o quell’articolo?

Lei condivide tutto quello che Iacchite’ scrive?

Lei conosce le persone che mettono mi piace e commentano gli articoli di Iacchite’?

Lei quando commenta è sempre favorevole oppure no?

paoli1

Non c’è altro da aggiungere. Ognuno può farsi l’idea che vuole. Amici e nemici. Il messaggio, però, da parte della procura ci è stato recapitato (così come hanno fatto i mafiosi): se chiudete il sito per noi finisce qui. Ecco, questo è l’obiettivo di questi manigoldi, chiudere il giornale perché svela i loro intrallazzi. E si sa che a Cosenza il silenzio e d’oro.

Ma qui vanno bene anche pampine verdi, gialle e viola.

GdD