“Jole, zio Silvio e Valerio Grillo: il comunicato tarocco l’ho scritto io”

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Da quando collaboro quotidianamente con il direttore Carchidi la mia vita, ancora una volta, è cambiata.

Mi pare d’essere diventato come la puttana di Faber in “La città vecchia”: quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie e quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie. Nel senso che, da quando scrivo regolarmente, nessuno vuole farsi vedere con me in pubblico, ma ara ‘mmucciuna mi chiamanu puru i petri i mianzu a via.

Genti di ogni dove e di ogni classe sociale. Potenti e piddrizzuni. Guardie e ladri. Infami e onesti. Insomma, una vasta gamma di umanità che chi per questo, chi per quello, ha qualcosa da raccontare in merito a qualche abuso subito, o deve togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Ho conosciuto persone che dire borderline è un eufemismo. Trasformisti e traggiraturi, ca mancu i cani. Ma anche tante persone perbene e dignitose.

Ed è in questo tourbillon che ho trovato gli agganci giusti per fare quello che ho fatto. Senza queste entrature non sarebbe stato possibile. Qualcuno mi doveva un favore, per capirci. E qualche giorno fa gli ho chiesto di restituirmelo. E così ha fatto. Ma, ahimè, sono stato sgamato. E sono costretto, prima che lo sbianco venga fuori strumentalizzato, o peggio “rivisitato” da qualcuno, giocoforza a dirvelo direttamente io.

Tutti ricorderete il mio articolo di qualche giorno fa (almeno quei 5.850 che finora l’hanno aperto), in cui ne dicevo di cotte e di crude sulla pretestuosità di alcune infamanti dichiarazioni, espresse dalla banda di Ennio Morrone in un comunicato fitusu, che accusavano Jole di incapacità politica e ne chiedevano l’allontanamento dal partito, direttamente a Berlusconi.

Le solite cose di Ennio che in tempo di elezioni cerca di aggiustarsi come meglio può. E traggira che è una bellezza. Arma tarantelle a mala morte. Tutto per salvaguardare  i suoi molteplici affari, e quelli dei suoi amici che gli portano i voti, che nulla hanno a che vedere con la politica o la sua funzione pubblica. E come sempre lui pensa che accucchiannu quattro parole in politichese, la furbata è camuffata. Ma oramai, non gli crede più nessuno, è sgamatu.

Dopo questo articolo (pubblicato il 6 dicembre alle ore 13, 13, dal titolo “Caro Morrone lascia in pace Jole, altrimenti…”), a distanza di qualche ore le agenzie battono un comunicato a firma zio Silvio Berlusconi, che rinnovava, incondizionata fiducia a Jole, ed ordinava alla banda di Morrone di rientrare nei ranghi, e di mettersi a disposizione. Comunicato ripreso da tutti e lanciato in simultanea in rete, e finito il giorno dopo su tutti i giornali locali cartacei, e non solo. Che insieme al mio articolo pareva aver chiuso l’incontro con Ennio. Un uno-due assestato di fila, sembrava averlo messo ko. Per Jole non ci sarebbero più stati problemi, perché pensavamo che la banda di lazzaroni avesse capito l’antifona.

jole capovolta

Ma Ennio, si sa, non è nato ieri e cammina oggi. Ed ecco l’imprevisto piombare a mo’ di sciagura su di noi (me e Jole). Quello che sembrava, a me che ne sono l’ideatore, un piano geniale, una corazzata  a prova di falla, si è rivelata una barchetta di carta piena di pirtusi, oltre che ad essersi subito sponzata, destinata ad affondare miseramente. Faccio un inciso: lo dico chiaro, di quello che sto per confessare Jole non ne sapeva nulla, ho fatto tutto a sua insaputa e per il suo bene, che ci crediate o no.

C’è anche da dire che se sono stato sgamato, e preso in castagna, è successo perché qualcuno se l’è cantata. Questo bisogna sottolinearlo, altrimenti tutto sarebbe andato come previsto.

La confessione:  a spedire quel comunicato a firma di Silvio Berlusconi, sono stato io, per potente, e da me esortata (non poteva dirmi di no), interposta persona. Uno che può molte cose.

Anche spedire un comunicato “dagli uffici” di zio Silvio. Sembrava ce l’avessimo fatta. E invece qualcuno spiffera all’orecchio di Valerio Grillo l’ex coordinatore provinciale di Vibo del partito di zio Silvio, che quel comunicato è tarocco.

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Qualcuno gli ha spiattellato che la nota spedita da zio Silvio in difesa di Jole, in realtà lui non l’ha mai firmata. Ne l’ha mai scritta o letta prima del suo invio. Le agenzie hanno abboccato perché la nota tarocca, arrivava da un account accreditato della segreteria di zio Silvio. E poi nessuno ha verificato, perché alcune telefonate private (un deputato pezzotto), a chi gestisce le agenzie di stampa, prima dell’invio, hanno confermato firma e contenuto.

Un piano perfetto se non fosse stato per quel cantaro di Valerio Grillo. Ma io so già chi glielo ha detto. Non si preoccupi l’uccellino, che il becchime arriva pure per lui. Me ne occuperò a breve. Quello che mi premeva dire adesso, prima che qualcuno strumentalizzi l’accaduto, e la mia buona azione almeno nelle intenzioni si ritorca contro Jole, è che lei davvero è una brava persona e non c’entra niente in questo scandalo. Dovete credermi.

jole

Se dovete lapidare qualcuno, lapidate me.

Ma lasciate in pace Jole, che era ed è in buona fede. Anche se gli avevo mandato a dire, per vie traverse, senza che lei potesse sospettare da dove arrivava il “consiglio”, di produrre qualche nota dopo la diffusione del comunicato tarocco di zio Silvio, giusto per non destare sospetti.

Invece lei, consigliata chissà da quale scienziato, ha preferito restare in silenzio, alimentando pettegolezzi, e dubbi, nonché le molte pulici intri i ricchie di alcuni, che  da un po’si dimenavano già per fatti loro.

Questo, adesso che lo sbianco è uscito, e tu non c’entri niente, scusami Jole, te lo devo dire è stato un errore. Il tuo silenzio ha scoperto il nostro fianco al nemico. Ma non tutto è perduto. Lo so che adesso dovrò riconquistarmi faticosamente la tua fiducia. E non mollerò. Ho in testa un nuovo piano, che ho deciso di esporti, se tu vorrai ancora ascoltarmi. Questa volta funzionerà, vedrai, e nessuno sospetterà di noi.

Quello che ci serve, per non correre più nessun rischio e per la riuscita al 100% del piano,  è costruirci un alibi per il giorno del delitto. Dobbiamo, dopo questo scandalo del comunicato tarocco, io e te, che saremo sempre i maggiori sospettati, il giorno in cui restituiremo u pedi i gaddru ad Ennio farci vedere insieme. Ed io ho già pensato dove, come e quando. Non ti deluderò mai più, giuro! Questa volta resterai contenta. Ci aggiorniamo. Fammi sapere.

GdD