La Befana di Granieri ad Occhiuto: in arrivo l’avviso di garanzia

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Ci dispiace rovinare il compleanno del sindaco, ma il nostro compito checchè se ne dica è quello di informare. Ed è quello che cerchiamo di fare: per alcuni lo facciamo bene per altri no. Ci sta.

auguri occhiuto

Ognuno è libero, al pari di tutti, di dire e pensare quello che vuole. I riscontri e le valutazioni su quello che scriviamo, di fatto, detrattori a parte, arrivano sistematicamente. Senza offesa per nessuno, all’oggi, in merito agli intrallazzi di Occhiuto e non solo, non ne abbiamo sbagliato uno.

Quello che scriviamo da mesi, sul malaffare a Cosenza, si sta giorno per giorno palesando. L’impunità di cui hanno goduto Occhiuto e company, che era la cosa che più li ha resi spavaldi e spregiudicati nella loro azione delinquenziale, si è sciolta come neve al sole. E come si suol dire ara squagliata da nivi si vidanu i strunzi.

Mario Occhiuto e Dario Granieri
Mario Occhiuto e Dario Granieri

L’aria che oggi tira a Cosenza, che è attenzionata sia dall’antimafia che dalla politica romana, ha fatto retrocedere anche il procuratore capo Granieri rispetto alle coperture giudiziarie e agli insabbiamenti di cui ha fatto grande uso quando si è trattato di coprire il suo ex amico Occhiuto.

Ha persino chiuso il nostro giornale con un atto di imperio e fuori da ogni logica giuridica, pur di mettere a tacere voci fuori dal coro che mettevano in piazza i panni sporchi suoi e di Occhiuto. Fin quando nessuno ne parlava di ‘mmualici e truffe al comune di Cosenza, poteva anche chiudere in un cassetto tutti gli esposti, le denunce, e le lamentale dei cittadini su questo imbroglione di Occhiuto. Ma ora non può più.

La stampa libera ed indipendente lo ha messo alle corde. Non si può nascondere più nulla. Tutto questo scrivere ha creato una forte opinione pubblica che ora vuol vederci chiaro su come l’azione amministrativa di Occhiuto ha gestito le casse pubbliche. Ed è compito dei magistrati che hanno oramai tutte le carte in mano, dare le giuste e doverose risposte ai cittadini.

La gente vuol capire come è stato possibile spendere oltre 20 milioni di euro in affidamenti diretti (lavori affidati sempre alle stesse ditte senza gara) senza che questi abbiano minimamente migliorato i servizi ai cittadini e la vivibilità dei quartieri.

E poi, bisogna anche capire come è possibile che dopo tutti questi soldi spesi in manutenzione ed emergenze farlocche varie, la città è rimasta nelle stesse condizioni di prima.

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Come si fa a capire, dopo aver speso 39.999 euro di soldi pubblici a botta, per fare un esempio, se un tombino è stato stippato o meno? Se quella alliccata di cemento è stata fatta o meno? Se quello scivolo per disabili è stato realizzato o no?

Questo dovrebbe essere certificato dai dirigenti che istruiscono la pratica e seguono i lavori. Ma in tutte queste determine mancano i verbali di avvenuto lavoro e collaudo. I vari Pecorari e Cucunati, vista l’impunità di cui hanno goduto fino ad oggi, non si ponevano neanche il problema di verificare l’avvenuto lavoro, tanto erano sicuri che nessuno ci avrebbe mai messo il naso nelle loro carte e nei loro loschi affari.

In sostanza funziona così: Occhiuto segnala ai Pecorari e ai Cucunati le ditte da favorire, loro affidano i lavori, in barba a tutti, e la pratica in men che non si dica passa subito in Ragioneria per la liquidazione. Pronta cassa per gli amici degli amici.

Una prassi che al Comune conoscono tutti: impiegati, uscieri, funzionari e dirigenti. Tutti ovviamente omertosi rispetto allo sperpero di denaro pubblico. Tanto che gliene frega a loro, prendono una misatuna, sono garantiti e sono sempre disposti a chiudere un occhio in favore dei potenti, ai quali si può, all’occorrenza, sempre chiedere un favore o un piacere.

Dei cittadini, agli impiegati del comune, non gliene può fregar de meno. Infatti nessun impiegato ha mai segnalato alle autorità competenti anomalie amministrative, e questo vorrà dire pure qualcosa, o no?

Se ce ne siamo accorti noi, delle gravi mancanze amministrative, che non abbiamo nessuna competenza in maniera, ci chiediamo come è possibile che chi istruisce la pratica non si accorga delle evidenti irregolarità nell’atto.

Una banda di parassiti asserviti al potere di turno, che non è meno colpevole di Occhiuto oggi, e di Franco Ambrogio ieri. Non esiste tra gli impiegati del comune il benchè minimo senso civico e del dovere. Altrimenti come spiegare tutto questo silenzio?

Possibile che nessuno si è accorto della mancanza dei verbali di consegna lavori, o delle forzature amministrative in favore di questa o quella ditta che sistematicamente prendono lavori senza avere i requisiti?

E’ chiaro che quasi tutti si sono adeguati all’andazzo. Del resto, avranno pensato tutti i pubblici dipendenti chi me lo fa fare a me di metterci la faccia?

Questa è la situazione che ha portato il comune di Cosenza al fallimento, anche se gli artifici contabili di Vigna sostengono il contrario. Ora, come sapete, sono tante le persone perbene che ci segnalano anomalie e soprusi di questa amministrazione, spesso sono cittadini, ma tra questi c’è anche qualcuno che direttamente dal tribunale ci fornisce dritte e notizie che altrimenti non arriverebbero mai ai cittadini.

Oggi il nostro amico/a in tribunale ci comunica che è già pronto il primo di una lunga serie di avvisi di garanzia per il sindaco Occhiuto. Ed è proprio il suo ex amico Granieri che ha deciso di mandarglielo.

Le ipotesi di reato sono: peculato, concussione, corruzione impropria. L’atto è già pronto. E deve essere solo recapitato. I tempi dipendono dal procuratore capo Granieri. Restiamo in attesa. Una cosa è sicura, e lo abbiamo scritto, ciò che deve accadere accade. Ed ora, si può dire, che siamo già con un piede nell’accaduto.

GdD