La Boschi a cena da Aiello: non farmi trovare quella gatta morta della Covello

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Su come sia stato riempito l’auditorium in occasione della venuta della venerabile Boschi, sappiamo tutto.

Dai pullman dei coscritti di Lamezia, a quelli dei riservisti del Savuto, fino ai richiamati della Presila. Centinaia di persone mobilitate sulla pruriginosa promessa di poter ammirare dal vivo e da vicino le curve ministeriali.

Una promessa che come quella che fece Madonna agli elettori americani per invogliarli a votare la Clinton, ha stuzzicato la fantasia di tanti, e non poco. Che senza remore si sono accomodati nei pullman per vedere lo show.

Infatti a girare tra le poltrone dell’auditorium, più che di diritto costituzionale si parlava della “bontà” della ministra. Oltre alle truppe cammellate, o arrapate (fate voi), era presente nelle prime file tutto lo stato maggiore della più pericolosa organizzazione criminale di tutti i tempi: il PD calabrese. E in particolare quello cosentino.

Ogni paranza era ben rappresentata. Dagli affiliati al clan Muto, a quelli del clan Lanzino, e per non discriminare anche quello degli zingari. In testa don Magorno che dispensava in giro proposte ai compari che difficilmente si possono rifiutare. Ma a guardare bene gli intervenuti, una assenza più delle altre è risaltata agli occhi.

Ed è stata quella di Ferdinando Aiello. L’ amico della ministra che lo ha voluto al suo fianco nel delicato viaggio in Sud-America. Un tour di 4 giorni (dal 26 al 29 settembre) in Argentina, Uruguay e Brasile, a rastrellare voti per il Referendum Costituzionale, tra le comunità degli italiani residenti all’estero.

Ferdinando Aiello è quello indicato con la freccia
Ferdinando Aiello è quello indicato con la freccia

Ma quella di Ferdinando è stata un’assenza motivata, perché mentre la Boschi intratteneva le truppe arrapate, lui era in un cucina a preparare la cena per la sera. Ha preferito restare dietro i fornelli. Le cronache raccontano che la bella Elena è stata ospite in quel di Rogliano proprio dal suo amico Ferdinando, insieme a pochi “intimi”.

Giusto la paranza che conta: Madame Fifì, Palla Palla, don Magorno, Brunello Censore, Nicodemo Oliverio, Enzo Bruno. Tutta gente che tra di loro di sparano dalla mattina alla sera ma che in queste occasioni mangerecce e davanti al ministro, diventano amici per la panza.

Una serata alla quale Ferdinando teneva moltissimo. E si è adoperato fino all’ultimo, e non senza fatica, affinchè tutto risultasse al di sopra di ogni critica. Si è accertato che niente e nessuno potesse inficiare minimamente la serata. Al punto che quando ha stilato la lista degli invitati  ha escluso quella gatta morta della Covello per via del fatto che tutti siamo a conoscenza del suo gattamortismo con Renzi. E per questo non risulta simpatica alla bella e travolgente Elena. Questo retroscena ovviamente è una esclusiva Iacchite’.

renziocchiuto_500Elena non ha gradito diverse gattamortate che Stefania Covello avrebbe messo in piedi con Renzi. Non che Renzi se la fili, è lei che gli fa piedino. E’ lei che non perde occasione per ‘mbruscinarsi a Renzi. E Renzi per non offenderla certe volte la lascia fare. E Stefania ha interpretato questa forma di educazione di Renzi, come una porticina aperta, uno spiraglio.

Così ha intensificato negli ultimi tempi le sue mano morte su Renzi. E questo ha suscitato le gelosie di Elena. Che non la vuole vedere neanche con il binocolo. Figuriamoci ad una cena con Ferdinando e la paranza. Ferdinando, che sa tutto questo, ha dovuto per forza eliminare Stefania.

E’ stato lui stesso a comunicarle la sua esclusione dalla cena. Una notizia che Stefania non ha preso bene. Pare abbia avuto una crisi di nervi. Promettendo peste e corna sia a Ferdinando che ad Elena. Non sono bastate diverse boccettine di Valium a calmarla. Al punto che per tranquillizzarla l’hanno fatta chiamare da Renzi con la promessa che appena lui verrà a Cosenza organizzeranno una bella cenetta tra amici senza Elena e Ferdinando.

GdD