La C, la tivù di famiglia che fa girare l’economia per gli amici del PD

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È La C il sistema perfetto che usano Mario Oliverio e Madame Fifi per pagare la stampa amica e sparare le bordate contro i politici “nemici”.

La C, per chi non lo sapesse, è la televisione di famiglia di Nicola Adamo e della sua consorte-megera e se proprio non fosse chiaro a che “parrocchia” fa riferimento, basta guardare i banner di sostegno a quel maialetto di Carletto.

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La C, essendo uno dei media di riferimento del PD, fa razzia di giornalisti “amici” e ha escogitato un sistema nuovo per far girare l’economia.
Non più gli incarichi diretti, perché farebbero troppo rumore.
Il meccanismo è semplice. La Regione, spesso attraverso Fincalabra ma non solo, riempie di soldi la struttura, di proprietà di Domenico Maduli, l’imprenditore vibonese deus ex machina anche della Pubbliemme, che a Cosenza è famoso per aver “bruciato” 1 milione e mezzo di euro al Comune per mancato pagamento dei canoni per i tabelloni 6×3 in sei anni di appalto (adesso la gara è scaduta e Maduli fa comprare i tabelloni a una ditta di Scalea sua complice…). E il buon Maduli li fa girare ai giornalisti graditi alla “paranza”.

Il direttore responsabile di questo bellissimo caravanserraglio è Pasquale Motta, ex segretario di Nicola Adamo, candidato sindaco PD al Comune di Nocera Terinese.

Il motto della tivù adamitica è “l’informazione a 360 gradi” ma, com’è fin troppo chiaro, nei fatti, questo tipo di informazione, nella migliore delle ipotesi, si ferma a 90 gradi. Con tutto quel che segue.

Ricapitolando: la Regione, insieme a Fincalabra, ha riempito di denari La C. Che con i nostri soldi paga la stampa amica di Oliverio. Complimenti!