La Calabria e i “nuovi treni veloci”: la solita presa in giro

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Finalmente si potrà viaggiare tra Reggio Calabria e Roma con altri due treni veloci! Che tristezza!!!

Tutti contenti, soprattutto quei politici che si vantano di aver raggiunto un risultato positivo per la creazione di nuove occasioni di sviluppo per la nostra regione.
I calabresi che viaggiano su treni di scarto trasferiti dalle zone più ricche del nostro bel Paese, sanno bene che la nostra “priorità” è quella di raggiungere Roma o tornare dalla Capitale con un treno veloce e ad alto costo…

La Calabria possiede 852 Km di linea ferroviaria suddivise in linee fondamentali per 318 Km e linee complementari per 534 Km. Peccato che solo 279 Km, al 30 giugno 2017, sono linee a doppio binario, mentre i restanti 573 Km sono linee a semplice binario, con tutti i disagi e i rischi che questi comportano.
Ma le nostre linee ferroviarie non possono essere qualitativamente apprezzate nemmeno sotto il profilo del rispetto ambientale. Infatti, se guardiamo il tipo di alimentazione, dobbiamo registrare che le linee elettrificate misurano 488 Km, 279 dei quali a doppio binario e 209 a semplice binario, mentre le linee non elettrificate (diesel) sono pari a 363 Km.

Il sistema di trasporto pubblico o forse dovrei dire privato, è in uno stato disastroso.
Chi è costretto a viaggiare, con i mezzi pubblici, per lavoro, studio o altri motivi, sa bene che spostarsi in lungo e in largo nella nostra bella Regione non è impresa semplice e conveniente.
Il pendolarismo subisce, da troppi anni, la violenza dell’ignoranza e dell’incompetenza di chi ci governa oggi e lo ha fatto ieri.
La loro soluzione, quindi, è inserire un treno all’andata e uno al ritorno tra Reggio Calabria e Roma? Sono queste le brillanti idee apprezzate anche dai nostri politici locali? Che tristezza!

Se Renzi avesse viaggiato in treno, usando le linee a semplice binario, non elettrificate, con motrici diesel trainanti carrozze vecchie, sporche e affollate, con orari non rispettati, coincidenze perse, corse soppresse, insomma, come viaggiamo noi, migliaia di cittadini semplici, onesti e lavoratori, che ogni giorno dobbiamo sopportare, a pagamento, un disservizio ignobile, anziché viaggiare, a nostre spese, con un treno nuovo, privato, pulito, profumato, dotato di tutti i confort, su linee elettrificate, riservate e senza ritardi, avrebbe capito quali disagi noi Calabresi viviamo nella quotidianità. E lo avrebbero capito anche tutti quei politici, amici e non di partito, che lo hanno ospitato, accolto, osannato, riverito e acclamato nelle varie tappe del suo tour calabrese per nascondere la vera protesta, non ripresa dai mass media che paghiamo noi cittadini con le nostre tasse.

Chi potrà approfittare di questa grande “conquista” dei due nuovi treni? Forse qualche politico che deve raggiungere la Capitale con più comodità e non pagando il biglietto d prima classe? E’ stato realizzato uno studio approfondito per stabilire le priorità dei viaggiatori o è solo una propaganda pre elettorale? Questa scelta risponde alle esigenze di una regione che sente fortemente il bisogno di vedere accorciate le distanze tra province, potenziati i servizi di collegamento, migliorata la qualità del servizio pagato profumatamente con le nostre tasse?
I turisti che intendono trascorrere le loro vacanze in Calabria troveranno da Lamezia o da Vibo Marina un collegamento appetibile? O si muoveranno comodamenteper visitare le innumerovoli bellezze naturali, storiche e paesaggistiche che offre il nostro territorio? Non credo!

L’altro giorno, tornando da Milano in aereo, non c’era pronta la coincidenza con la navetta per la stazione ferroviaria. Era partita da pochi minuti! Pertanto, per non razionalizzare un servizio trasporto con altri, ho dovuto attendere due ore circa a Lamezia per prendere il treno successivo a quello perso per la mancanza di una corsa non abbinata all’arrivo di un aereo che proveniva da una città che certamente non può definirsi secondaria. Questo è solo un esempio di mala gestione di una rete di trasporto pubblico che presenta tante, troppe smagliature e rotture.
Speriamo che prima o poi qualche politico virtuoso possa accorgersi di tutto ciò e rimediare sapientemente.
Forse allora potrò apprezzare i commenti che solitamente leggo sui social media.
Viva L’Italia.

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