La Corte di Cassazione respinge l’istanza di Ettore Sottile: il detenuto resta in carcere

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Era lì lì per uscire, Ettore Sottile, grazie ad una richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali, ed accolta dal GIP, nella quale sostenevano che il loro assistito aveva già scontato la pena inflitta, per associazione mafiosa, nel processo Nuova Famiglia.

Una inchiesta condotta dalla DDA di Catanzaro che si “materializzò” con un blitz il 27 novembre del 2014 in cui finirono dietro le sbarre capi ed esponenti della cosca Rango/zingari.

Fino ad arrivare per molti degli imputati a sentenza nell’aprile del 2016, dove il Gup distrettuale di Catanzaro, Carlo Saverio Ferraro, emise una sentenza (processo con rito abbreviato) condannando 33 imputati, di cui uno all’ergastolo e due assoluzioni.

Sottile, ritenuto il contabile del clan, è accusato di estorsioni, associazione mafiosa e traffico di droga. Ma per quest’ultimo capo di imputazione la DDA non aveva chiesto l’arresto. E le estorsioni non erano state “confermate” dal Tribunale del Riesame.

Sottile è stato condannato, nel processo Nuova Famiglia, ad un anno e due mesi per associazione famosa e a 14 anni e 10 mesi per traffico di droga.

Sottile, stando all’emissione delle misure cautelari, era detenuto per la sola associazione mafiosa. E non per traffico di droga, nonostante 14 e passa anni di reclusione, reato per il quale i pm della DDA di Catanzaro non avanzarono nessuna richiesta di misura cautelare. E siccome il processo non è ancora definitivo, l’imputato può restare a piede libero per la condanna a 14 e passa anni.

Da qui la richiesta degli avvocati che sostenevano che Sottile aveva già scontata la pena inflitta di un anno e due mesi per associazione mafiosa, e perciò deve essere rilasciato.

Richiesta legittima che fu accolta da GIP, salvo poi firmare, a distanza di poche ore, una nuova misura cautelare in carcere presentata dai pm della DDA di Catanzaro, proprio sul traffico di droga. Bloccando di fatto la scarcerazione di Sottile.

Dopo questo nuovo mandato di cattura,  gli avvocati di Sottile avevano fatto ricorso alla suprema Corte di Cassazione chiedendo la revoca della misura cautelare in carcere, proponendo ai giudici di applicare una misura meno afflittiva. Gli avvocati avevano addotto motivi di incompatibilità carceraria di Sottile, per via del fatto che la moglie è impossibilitata ad accudire la figlia.

Ma  gli ermellini, analizzando i motivi del ricorso, hanno completamente rigettato tutte le istanze prodotte dagli avvocati, sentenziando che Ettore Sottile deve restare in carcere. Nessuna incompatibilità.

Ad aggravare la situazione giudiziaria di Ettore Sottile, arriva anche l’accoglimento, da parte del Guardasigilli, della richiesta dei pm  della Dda di Catanzaro, di disporre il regime speciale di detenzione del 41 bis. Il detenuto Sottile è stato posto, a seguito della sentenza, a tale regime carcerario. Il prossimo 8 febbraio gli ermellini saranno di nuovo chiamati ad esprimersi, invece, sul nuovo mandato di cattura emesso dalla DDA di Catanzaro, per traffico di droga,  nei confronti sempre del Sottile.