La crisi del Cosenza Calcio: tutta sbagliata la campagna acquisti

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Diciamocelo con estrema franchezza: la crisi del Cosenza, reduce da tre sconfitte consecutive in campionato (Andria e Juve Stabia in trasferta e Casertana in casa), quattro se aggiungiamo l’eliminazione dalla Coppa Italia, non sorprende proprio nessuno.

Era evidente a tutti che Guarascio aveva notevolmente indebolito la squadra della passata stagione, che già non era un fulmine di guerra. A partire dall’addio di Mauro Meluso, che non ci aveva pensato neanche un attimo a mollare “Gargamella” per andarsene a Lecce.

Siamo ormai al quarto direttore sportivo in cinque anni di gestione guarasciana: Stefano Fiore, Ciccio Marino, Mauro Meluso e adesso Massimo Cerri, che, come tutti sanno, è addirittura il cognato di Meluso. In questa maniera è chiaro che non si possono sviluppare progetti a lungo termine. Senza contare che, a cinque anni dal suo insediamento, il presidente Guarascio non ha mai voluto dare una “casa” al settore giovanile, che dovrebbe essere la priorità per ogni patron innamorato della sua squadra del cuore.

Ma a Cosenza lo sappiamo tutti che Guarascio fa il presidente solo per non perdere l’appalto della raccolta differenziata, ormai scaduto e soggetto a nuova gara.

E torniamo all’aspetto agonistico.

Abbiamo perso tre gare di fila, può capitare nel campionato un momento negativo ma la cosa che nessuno dice è che abbiamo preso un operatore di mercato, Cerri appunto, che ha sbagliato tutti gli acquisti… Ergo, dovrebbe essere il primo ad essere esonerato per manifesta incapacità calcistica.

Meroni, Madrigali, D’Anna, Capece, Ranieri, Mungo, Baclet, Gambino, Filippini, Scalise e Appiah: questi sono stati i “grandi” acquisti del Cosenza per migliorare il 5° posto del campionato 2015-16. La squadra è debole e dopo un iniziale fuoco di paglia, favorito anche da un po’ di fortuna, adesso i nodi vengono al pettine.

A questo punto, occorrerà vedere se Guarascio, a gennaio, avrà voglia di migliorare la squadra o meno. In ogni caso, la panchina di Roselli finirà inevitabilmente per traballare.

E Cerri? La prossima estate sarà soltanto un ricordo lontano… Tanto per cambiare!