La DDA di Reggio arresta il sindaco di Bova Marina ed altri tre politici di Brancaleone e Melito

Vincenzo Crupi, sindaco di Bova Marina
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(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 7 DIC – I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, nell’ambito di un’operazione antimafia coordinata dalla Dda, hanno arrestato 14 persone accusate, a vario titolo, tra l’altro, di concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti e violenza privata. L’operazione riguarda le cosche di ‘ndrangheta “Iamonte” e “Paviglianiti”, attive a Melito di Porto Salvo, San Lorenzo, Bagaladi e Condofuri, comuni della provincia di Reggio.

Tra le persone arrestate c’é anche il sindaco di Bova Marina, Vincenzo Crupi.

Crupi, che é stato posto ai domiciliari, é accusato di corruzione.

Nell’ambito della stessa operazione sono finiti ai domiciliari, sempre con l’accusa di corruzione, il vicesindaco e l’assessore al Turismo di Brancaleone, Giuseppe Benavoli ed Alfredo Zappia, e l’ex sindaco di Melito Porto Salvo, Giuseppe Iaria, già coinvolto in una precedente operazione.

Arrestati anche dirigenti e tecnici comunali, come il responsabile dell’ufficio tecnico di Melito Porto Salvo, ingegnere Franco Maisano, e l’ingegnere Carmelo Barbaro, dirigente della Provincia di Reggio Calabria, ma anche imprenditori e professionisti attivi nei Comuni del basso jonio reggino, tutti accusati di aver aiutato i clan Iamonte e Paviglianiti ad accaparrarsi gare e appalti, soprattutto nel settore rifiuti.

“L’elemento centrale dell’indagine è Saro Azzarà, titolare dell’Ased, nota azienda di raccolta e smaltimento rifiuti. È legato a doppio filo al clan Iamonte, già lambito da varie indagini, ma fino ad oggi mai colpito da provvedimenti”.

E’ quanto afferma il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho per spiegare i risvolti dell’inchiesta denominata “Ecosistema” che ha fatto luce su un presunto sistema illecito nella gestione dei rifiuti in diversi Comuni del basso Jonio reggino.

Rosario (detto “Saro”) Azzarà, 71 anni, di Melito Porto Salvo, si sarebbe assicurato appalti e servizi grazie all’appoggio del clan.

Nei guai è finito pure un altro “ras” della raccolta rifiuti in Calabria, Carmelo Ciccone, imprenditore attivo nella Piana di Gioia Tauro, che in più di un’occasione si è accaparrato appalti e gare in joint venture con Azzarà.