La Finanza a Palazzo dei Bruzi: acquisiti gli ordini di servizio per la verifica dei lavori svolti

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Che cosa stavano cercando venerdì mattina i finanzieri nelle segrete stanze di Palazzo dei Bruzi?

Abbiamo già riferito ai nostri lettori che sull’argomento è calata la massima omertà da parte di tutto l’arco politico presente in consiglio comunale.

Non serve la palla di vetro, tuttavia, per capire, verosimilmente, quali documenti servano alle Fiamme Gialle per portare avanti un’inchiesta sulla gestione amministrativa del Comune e in modo particolare sugli affidamenti diretti e i cottimi fiduciari ma anche sugli appalti più in generale.

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Dopo aver letto le determine, e quindi gli impegni di spesa e le spese effettivamente liquidate, i finanzieri si concentrano giustamente sugli allegati ad ogni determina e quindi agli ordini di servizio.

Anche in questo caso, non ci inventiamo nulla. Basta andare a spulciare gli articoli di legge sui quali si concentra il lavoro del magistrato Raffaele Cantone e dei suoi collaboratori all’interno dell’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione). Ecco cosa prevede l’articolo 128 del DPR 554/99 sugli ordini di servizio. 

(Ordini di servizio)

  1. L’ordine di servizio è l‘atto mediante il quale sono impartite tutte le disposizioni e istruzioni da parte del responsabile del procedimento al direttore dei lavori e da quest’ultimo all’appaltatore. L’ordine di servizio è redatto in due copie sottoscritte dal direttore dei lavori emanante e comunicato all’appaltatore che lo restituisce firmato per avvenuta conoscenza. L’ordine di servizio non costituisce sede per la iscrizione di eventuali riserve dell’appaltatore.
  2. Il responsabile del procedimento impartisce al direttore dei lavori con ordine di servizio le istruzioni occorrenti a garantire la regolarità dei lavori, fissa l’ordine da seguirsi nella loro esecuzione, quando questo non sia regolato dal contratto, e stabilisce, in relazione all’importanza dei lavori, la periodicità con la quale il direttore dei lavori è tenuto a presentare un rapporto sulle principali attività di cantiere e sull’andamento delle lavorazioni.

La Finanza, pertanto, vuole verificare se i direttori dei lavori hanno effettivamente recepito le istruzioni del responsabile dell’appalto o dell’affidamento. In altri termini, se i lavori sono stati effettivamente svolti e in quale maniera. Con tanto di copie sottoscritte e di restituzione da parte dell’appaltatore o affidatario.

Vedremo se su queste vicende a Palazzo dei Bruzi c’è trasparenza o meno.

Sempre restando in tema, “nell’ambito degli appalti di opere pubbliche, gli ordini di servizio della direzione lavori costituiscono gli atti formali con cui si estrinseca la funzione di direzione – con interventi attivi e dispositivi, nonché a mezzo di apposite istruzioni – finalizzata al buon esito dei lavori di un pubblico appalto”.

sindaco

Ad affermarlo sono i giudici del Consiglio di Stato con la sentenza n. 3347/2010 che hanno stabilito come gli ordini di servizio della d.l. non rivestano natura provvedimentale, ma sono comunque espressione delle facoltà di ingerenza e controllo del committente sullo stato e sullo svolgimento dei lavori, che trova codifica nell’art. 1662 c.c.

In un normale sistema politico, queste verifiche avrebbe potuto farle tranquillamente anche un consigliere di opposizione, ma è quasi superfluo ripetere ancora che a Palazzo dei Bruzi minoranza non ce n’è. Sono tutti uniti (anche se a volte, per rendersi credibili, fanno finta di litigare) per far andare avanti Mario il cazzaro e, quindi, il collaudatissimo sistema del magna magna che qui a Cosenza regna sovrano dalla morte del vecchio Giacomo Mancini.