La guerra di Rende: iGreco pronti a tutto per battere l’alleanza Gentile-Oliverio. L’incognita Adamo

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Cinquanta milioni di metri quadrati al prezzo di una misera opzione su un terreno che oggi vale 5 e che il consiglio comunale potrebbe portare a un valore di 15 volte superiore.
È questa l’operazione che vogliono portare avanti i potentissimi iGreco, disposti a tutto pur di far passare la loro speculazione sanitaria-edilizia su Rende.

Martedì sera sono calati in forze al consiglio comunale, convinti evidentemente che la loro presenza potesse essere determinante per assicurarsi i voti necessari per il “colpaccio”. E così sono riusciti a prendersi miracolosamente il voto di un consigliere gentiliano, il dottore Mario Rausa, che di secondo lavoro fa il trasformista e che aveva invece firmato per il rinvio della discussione.
Manna si è visto ancora con iGreco e con il loro uomo delle trattative, Giovanni Pisani.  Ma soprattutto, come ci informa l’intelligence (deviata) del giornalismo (?) calabrese, è stato visto a Roma nientepopodimenoche con Nicola Adamo. Evidentemente vuole capire se Madame Fifì in questa storia è allineata e coperta con “Palla Palla” o se ci sono margini di manovra. La parola d’ordine è andare avanti ed è chiaro che se, poco poco, Nicola e consorte si possono “sganciare” il problema è mezzo risolto.

Intendiamoci, quella tra Gentile il furbo e Oliverio (in attesa di sapere che fa Nicola…) è un’alleanza spregevole almeno quanto quella di Manna con iGreco e tutti i renziani vecchi e nuovi (ed eventualmente Adamo e Madame Fifì) ma non si può certo dire che per combattere i “cinghiali” ci si deve mettere dalla parte di chi fa di tutto per coronare i propri affari in maniera così pacchiana e grossolana. O, peggio, dalla parte di chi vuol far credere di essere super partes come Minniti e invece ha decine di scheletri nell’armadio che gli servono per far mangiare i suoi adepti.

A proposito di Minniti, dev’esserci un’affinità naturale tra lui, i suoi tirapiedi e imprenditori come iGreco. Il suo giornale di riferimento sulla questione non solo è parecchio defilato ma tifa apertamente per i cariatesi, “meravigliandosi” di come vengano fatte le pulci a iGreco e altri imprenditori spregiudicati come loro.

Del resto, non bisogna essere neanche troppo sgamati per ricordare che Minniti e i suoi tirapiedi sono in affari con la General Construction, l’azienda dei servizi segreti che ancora gestisce la depurazione cosentina e attende che la politica le dia il via libera per la “gara del secolo”, un affare da 200 milioni di euro in 15 anni. E di cui è severamente vietato parlare e scrivere. A tutti.

Ma torniamo ai cariatesi furiosi. La Regione non vuole far passare il loro progetto, questo ormai è evidente, ma dall’altra parte è altrettanto evidente che iGreco, forti del loro rapporto con i renziani, si sentono ormai padroni di Cosenza.

Il consiglio comunale di Rende si trova in mezzo a questo braccio di ferro e funzionerà come ago della bilancia. Già lunedì iGreco vorrebbero chiudere la pratica e pare abbiano già individuato, con l’aiuto di Manna, i consiglieri che mancano per chiudere il cerchio.
Sarebbe un blitz contro Tonino Gentile (il Pd a Rende è in balia delle onde) ed è per questo che il senatore minaccia di far cadere la Giunta.

Si prevedono giorni di passione e… di soldi che girano. Che tristezza.