La LAV e quegli 8 milioni di euro liquidi in cassa

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Quando si pensa alle associazioni animaliste, si pensa ad un insieme di misantropi vocati alla cura degli animali con il proprio sacrificio personale.

Così non è. Almeno non per tutte le associazioni animaliste.

Ed infatti si scopre che la LAV (Lega Anti Vivisezione), una delle più numerose ed agguerrite di tali associazioni, seppure accumulati nel corso degli ultimi anni, detiene liquidità (cioè soldi in cassa) per un importo di 8 milioni di euro su un bilancio di appena 1 milione.

Certo, soldi leciti, frutto di donazioni e lasciti ereditari dei tanti cittadini che amano i propri animali. Ma soldi che, per legge (D. Lgs n. 460/97) non possono essere ripartiti tra i soci, ma debbono essere spesi in attività sociali. Ma che invece vengono, stranamente, tenuti fermi in cassa. In attesa di cosa, ci si domanda?

Ragion per cui ci si aspetterebbe, con tali soldi, di vedere chissà quali iniziative, soprattutto contro la vivisezione (che tanto dà fastidio ai grossi gruppi farmaceutici). Ed invece nulla.

Un nulla ancora più incredibile, e torniamo alle vicende nostrane, se si pensa che è bastato che alcuni degli aderenti alla LAV mettessero in discussione la gestione (attenta ai soli cani ed ai canili, altro che vivisezione!) della presidente dr.ssa Maria Antonietta Sesti, per far chiudere la sede cosentina della LAV.

E non è bastato, pur di attirarsi le simpatie degli organi nazionali, neppure il silenzio-assenso dato dalla Sesti a quegli 8 milioni di euro in sede di voto del bilancio nazionale della LAV.

La sede di Cosenza non si apre.

Viene un sospetto. Non è che, a fronte dei tanti attivisti LAV puliti ed onesti, siano proprio coloro che gestiscono l’associazione, la signora Assunta Cosentino e la dr.ssa Maria Antonietta Sesti, ad essere invisi agli organi nazionali della LAV?

Eppure tale chiusura è strana, atteso che molteplici sono i buoni rapporti che i due esponenti intrattengono con il mondo delle istituzioni locali e dei servizi veterinari.

Viene un altro sospetto. Non è che le dispute all’interno della LAV cosentina e che hanno portato alla chiusura della sede LAV, con la sfiducia verso tali esponenti, siano invece da addebitare proprio a tali buoni rapporti?

Ci può spiegare come stanno le cose qualcuno di tali attivisti? LAV, se ci sei … fai un abbaio.