La lettera di Occhiuto ai cosentini: un capolavoro pinocchiesco (di Gianni Colistro)

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Occhiuto, orpelli e bugiarderie 

Una lettera lunghissima, che serve solo a stancare la vista e a far perdere la pazienza. L’ha scritta Occhiuto ai cosentini per chiedere la riconferma  come sindaco.

Ma analizziamo punto per punto questo capolavoro pinocchiesco.  Iniziamo dal titolo. Orripilante. “Il brutto è passato”.

No! Il brutto ha preso piede nella sua forma peggiore. Da quando questo signore si è assiso sulla poltrona di sindaco. Costui è riuscito nell’intento di distruggere in poco tempo la funzionalità e la vivibilità di una  piccola città che aveva trovato, grazie a Giacomo Mancini, il suo modus vivendi.

Ma andiamo per ordine. Tralasciamo le frasi stucchevoli e leziose. Che non  servono a nulla. O meglio servono a ingannare i gonzi. “Non sopporto le strade sporche” scrive. Ma se sei uno zozzone! Hai inventato una raccolta differenziata che non esiste. Che non può esistere perché mancano le apparecchiature. Per cui girando per Cosenza si trovano cumuli d’immondizia per le strade e sotto  ai portoni.  

Tu non hai idea, sindaco, di cosa significhi differenziata. Né tu, ne tantomeno quegli altri sudicioni di ambientalisti che sono contro ogni forma di modernità. L’ultima barzelletta da Zelig, di questo signori, l’ho letta l’atro giorno, “salviamo il pianeta”! Che presunzione, volersi sostituire al creatore del mondo!

La differenziata, innanzitutto, necessita di un termovalorizzatore e quindi di uno stabilimento che consenta lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Dopodiché  la distribuzione per la città, ma fatta con giudizio, dei più igienici cassonetti con un orario specifico per il deposito dei sacchetti. In genere, nei paesi civili, si usa dopo le venti.

Poi è importante  che i vigili urbani (a proposito, dove sono?), controllino che ciò avvenga e che il tutto sia fatto con rispetto e educazione.  

Il signor Occhiuto poi parla del traffico caotico. Ma perbacco e chi lo ha creato, se non lui con le sue idee balzane per mandare in tilt  la città? Ha chiuso le strade, le piazze. L’obbrobrio di Santa Teresa. Quella bruttura di Piazza Loreto e quello che ne uscirà di Piazza Fera. E per concludere, quella trovata assurda e senza senso del divieto di sosta, nei pressi della villetta di Piazza della  Vittoria. Quindi è un caos voluto a bella posta. 

Andiamo avanti. Parli di Cosenza come città multiculturale. La cultura nella nostra città non esiste, da anni. Perché non c’è più la scuola, che Luigi Berlinguer, nella sua ignoranza, ha distrutto completamente. Da parte tua stai seguendo le orme di Mario Oliverio che voleva la chiusura della Biblioteca Civica e  tu ne decreterai la fine.

Il tesoro di Alarico. Getti soldi per una balla simile. Ma dimostri di non conoscere nemmeno la storia quando dici che si dovrebbe trovare sotto  il fiume Busento. Guarda che  la storia dice che è stato sepolto alla confluenza del Crati col Busento. Aggiungo un particolare. Una mia personale deduzione. Il  tesoro ha preso il volo nelle tasche di Ataulfo, che a Cosenza, dopo la morte di Alarico, fu incoronato nuovo Re.

Poi parli di cantieri aperti, tanti lavori pubblici ultimati. Tranne le rovine,  alle quali abbiamo già accennato,  non vedo altro. Ti arroghi  opere con le quali non hai nulla da spartire. Dici di  aver risolto il problema dei  rom. La questione era stata chiusa da Giacomo Mancini, quindi dici balle. Poi i successori, tra i quali la signoria vostra, hanno consentito che ne arrivassero altri. Quindi non hai fatto nulla.

Sul Castello altre bugie. Ma Cosenza merita bugiardi come te.  Alla prossima puntata ti stangherò sulle altre enormità che hai scritto ai cosentini.

Gianni Colistro