La Manzini indaga su Occhiuto: ma Granieri lo sa?

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Da quando ha preso servizio presso il tribunale di Cosenza come procuratore aggiunto, la dottoressa Manzini, si è chiusa in ufficio, testa bassa, a lavorare.

Questa è la voce che circola nei corridoi del tribunale. Sono poche le sue “frequentazioni” con i colleghi. Tranne qualcuno con il quale ha stretto un rapporto di lavoro esclusivo. Di lei si dice che entra in ufficio la mattina e va via la sera.

La storia della professione della dottoressa l’abbiamo già pubblicata, o meglio abbiamo spiegato quali sono state le polemiche giornalistiche e non solo sulla sua persona, per cui non ci ritorno.

http://www.iacchite.com/guardie-o-ladri-manzini-magistrato-antimafia-o-collusa-con-la-ndrangheta-prima-parte/

http://www.iacchite.com/guardie-o-ladri-la-manzini-e-il-cellulare-con-la-partita-iva-di-pittelli-che-scateno-poseidone/

http://www.iacchite.com/guardie-o-ladri-un-lanciamissili-per-eliminare-marisa-manzini-aspettando-uninchiesta-vera-a-cosenza/

Voglio però fare una considerazione: io penso che alla dottoressa Manzini qualche marpione abbia teso un tranello. L’interrogazione parlamentare presentata a suo carico, è, per me, palesemente frutto di uno scambio di favori tra mascalzoni, a danno della dottoressa. Forse perché non accondiscendente a richieste strane fatte sia da magistrati sia da politici collusi con cosche e clan. Il fatto che l’onorevole Angela Napoli – che io non condivido politicamente perché troppo di destra, ma che è tra le persone più serie e affidabili in Italia quando si parla di mafie – ne abbia preso apertamente le difese, questo, sempre per me, vuol dire tanto. Io credo all’onorevole Napoli, non al senatore tal dei tali che non sa neanche dove sta la Calabria, figuriamoci Vibo. La dottoressa Manzini ha promosso e partecipato a diverse operazioni, dal suo insediamento in procura a Cosenza. Collabora attivamente con la DDA di Catanzaro e si dice che, tutta sola, stia lavorando ad alcune inchieste sulla città.

Ma che vuol dire sostituto procuratore aggiunto?

“Il procuratore aggiunto (o sostituto procuratore aggiunto se sostituisce altro procuratore) è un magistrato requirente che si affianca al Procuratore della Repubblica italiana nelle procure presso i tribunali di una certa importanza. Sostituisce il Procuratore in caso d’assenza e può essere preposto alla cura di specifici settori di affari, oltre ad esercitare le funzioni tipiche di un Pubblico Ministero. Devono avere la qualifica di magistrati di corte d’appello, a differenza dei sostituti procuratore che possono essere magistrati ordinari o uditori giudiziari dopo un anno di tirocinio”

L’aggiunto, così come tutti i magistrati, sono liberi ed indipendenti in senso orizzontale e verticale, come si suole dire in dottrina. In sostanza sono “autonomi”, rispetto al procuratore capo, e possono procedere, anche senza la firma dello stesso, con inchieste, indagini, e operazioni. Di cui, ovviamente, si assumono ogni responsabilità disciplinare, qualora il GIP non dovesse confermare le loro accuse a chicchessia.

Ma nessuno può loro impedire di adoperarsi rispetto ai loro doveri: perseguire i reati. Sono veramente pochi gli aggiunti che usano questa “determinazione” in Italia: quella di andare contro il proprio capo, quando questo è un intrallazzino. In genere nelle procure, in queste situazioni, ci si adegua all’ andazzo che si trova.

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Per fare un esempio: se la procura di Cosenza è guidata da un colluso con il potere politico/mafioso, va da se che il procuratore capo mai autorizzerà indagini o arresti dei suoi sodali negli intrallazzi, e, a meno che non siano magistrati onesti, nessun pm si sogna di proporre, al capo colluso, inchieste di questo tipo, o di agire di testa sua.

Per cui la regola nei tribunali è: farsi i cazzi propri e attaccari u ciucciu addui vo u patruni. Se vuoi fare carriera. Al contrario, se sei uno che ci tiene alla giustizia e alla propria dignità di magistrato, non ti resta altra da fare che agire in autonomia, sperando di trovare un GIP che non sia colluso con il procuratore capo marpione.

Ecco perché nessuno si prende la briga di lavorare in autonomia, anche quando i reati sono palesi, se il suo capo è ammatassato, il rischio è troppo alto. Se il GIP non conferma, sono queste le sanzioni: trasferimento d’ufficio, cambiamento di sede, o di incarico, ed in più le varie sanzioni a seguito di inizio di procedimento disciplinare.

Per affrontare questo devi essere innanzitutto sicuro della tua inchiesta, e poi devi essere un magistrato integerrimo. Uno/a che va fino in fondo, per senso del dovere e amore di giustizia. Qualità rare in magistratura. Dove è quasi sempre, come in politica, tutto un magna magna. Ma esistono le eccezioni.

La Manzini è impegnata da tempo, oramai non è più un segreto, a raccogliere materiale cartaceo, e non solo, sull’attività amministrativa del sindaco Occhiuto. Ha rastrellato di tutto, dagli affidamenti diretti, ai cottimi fiduciari, dai contributi economici agli incarichi professionali dati sempre agli stessi.

Ha sequestrato tutto il cartaceo relativo a diversi appalti e subappalti. Insomma, è da quasi un anno che la Manzini sta vivisezionando l’attività amministrativa della giunta Occhiuto. Anche l’ultima visita dei finanzieri in Comune è stata disposta da lei, come l’audizione di diversi consiglieri e dirigenti.

Consiglieri che hanno confermato il tenore delle richieste da parte dell’aggiunto Manzini: appalti e affidamenti. Questi sono gli argomenti a cui sono stati sottoposti, dirigenti e consiglieri, da parte dei finanzieri.

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Una attività investigativa che oramai sembra essere alle battute finali, vista la mole di lavoro fin qui svolta. E’ chiaro che a breve dovranno esserci delle conclusioni in merito a tutto questo lavoro. Che di sicuro non è stato, ne sarà mai, autorizzato dal dottor Granieri, noto amico di Occhiuto.

Cosa che lascia immaginare, se preferite, sperare, che la dottoressa Manzini non si sia adeguata all’andazzo della procura. Altrimenti perché chiedere carte a tutti e mandare i finanzieri in Comune? I non credenti cronici alla giustizia, e sono tanti, sostengono che è tutto un bluff.

Una furbata dell’aggiunto Manzini per pararsi il culo, qualora dovesse arrivare lo tsunami dalla DDA di Catanzaro sul Comune di Cosenza. Un modo per dire: io non c’entro niente con la collusione, tant’è che stavo indagando. Per cui, secondo i non credenti cronici, la Manzini, non muoverà mai un dito contro Occhiuto,  nonostante i reati che lei stessa, da magistrato navigato qual è, carte alla mano, ha potuto constatare.

Altri dicono che lei si muoverà, e renderà giustizia ai cosentini frodati da questo imbroglione di Occhiuto, non fosse altro per la “voglia di riscatto” che ha, e per scrollarsi da dosso tutto lo squallido chiacchiericcio montato ad arte su di lei.

Io dico che lei non può più tirarsi indietro rispetto alla conclusione delle indagini, comunque vada qualcosa dovrà dire. E qui capiremo definitivamente se l’aggiunto Manzini va aggiunto alla lista dei buoni o dei cattivi.

GdD