La missione de iGreco in Umbria tra sciacalli e avvoltoi

Ex Novelli, Greco: «Azienda in marcia»
Perugia, Saverio Greco (Alimentitaliani) in commissione regionale: «Siamo fiduciosi» e accusa (anche i media) di fare «sciacallaggio». Il 19 sindacati in Regione

Il gruppo iGreco non si smentisce mai e anche in Umbria ormai stanno iniziando a capire chi sono questi parvenu dalla ricchezza “misteriosa” e protetti dalla politica che conta.

Il “boss” indiscusso della famiglia ovvero Saverio Greco, ex vicesindaco di Cariati e adesso amministratore unico dell’impero economico del gruppo – come avevamo anticipato nei giorni scorsi – è stato chiamato alla Regione Umbria per un’audizione alla Commissione Attività Produttive dal momento che l’azienda Alimentitaliani, rilevata a costo zero dalla famiglia Novelli, ha mandato in cassa integrazione un bel po’ di dipendenti quale “rappresaglia” per aver “osato” scioperare. E noi in Calabria sappiamo bene che chi si mette contro questa gente non può certo dormire sonni tranquilli. 

Ma veniamo al resoconto dell’audizione di Saverio Greco.

«L’ex azienda Novelli ha ripreso a camminare e i numeri dal primo gennaio 2017 ci stanno dando ragione» – ha grugnito in un improbabile italiano il più famoso de iGreco nel corso dell’audizione nella seconda commissione del consiglio regionale dell’Umbria, presieduta da Eros Brega. Greco è stato invitato a palazzo Cesaroni su richiesta del vicepresidente della commissione, Emanuele Fiorini (Lega nord).

Rispondendo alle domande dei commissari presenti, Greco ha spiegato che «con la domanda di concordato preventivo (naturalmente presentata al Tribunale di Castrovillari, dove iGreco hanno i loro santi in paradiso, ndr) si è dovuta stoppare l’enorme mole debitoria che proveniva dal passato. L’accordo sindacale stipulato al Mise e poi approvato dai dipendenti sta procedendo e, anzi, è stato addirittura abbattuto il numero originario di esuberi, in quanto stiamo lavorando alla rimodulazione degli aspetti organizzativi. In sostanza, ad oggi, da 51 esuberi previsti, tra gli impiegati, siamo scesi a 41. Si tratta indubbiamente di un’ottima risposta al lavoro che stiamo portando avanti. Nel 2016 le perdite erano di circa 1,2 milioni di euro al mese, nel 2017 registriamo invece un utile, un ‘ebitda’ (indicatore di redditività) di circa 2,8 milioni di euro. Siamo pertanto fiduciosi per il futuro dell’azienda, a patto che non si continui a fare sciacallaggio, anche a livello di informazione».

Greco ha poi messo in evidenza che «la Grande distribuzione organizzata (Gdo) è molto attenta agli sviluppi della situazione. Stiamo cercando di mantenere aperta ogni finestra per arrivare alla conclusione dell’iter per l’approvazione del concordato, per il quale stiamo predisponendo una bozza che potrà soddisfare i creditori, seppure non totalmente, rilanciando il gruppo. L’auspicio è ritrovarci tra qualche mese a parlare dell’ex gruppo Novelli come una realtà rilanciata e pronta a rivivere i fasti del passato».

Prima dell’audizione, il presidente Brega ha informato i commissari della richiesta proveniente dai sindacati di poter anch’essi relazionare in commissione sulla situazione dell’azienda. È stata così programmata una riunione in proposito per lunedì 19 giugno nella quale, nel corso della mattinata verranno ascoltati i rappresentanti dei lavoratori,
mentre nel primo pomeriggio la riunione si concluderà con un nuovo incontro con Saverio Greco.

Questo il resoconto che ci arriva dall’Umbria dell’audizione del “boss” Saverio Greco. Soltanto poche battute per qualificare il soggetto, che del resto ben conosciamo.

Se il capo de iGreco accusa i media che sfuggono al suo controllo (e in Calabria solo Iacchite’ “osa” definirli per quello che sono) di essere “sciacalli”, noi non possiamo che prenderne atto ma invitiamo Saverio Greco e tutti i suoi fratelli nonché la sorella Filomena, sindaca di Cariati, a prendere atto che se noi siamo “sciacalli” – e comunque è tutto da dimostrare – loro sono certamente degli avvoltoi perché solo soggetti con caratteristiche simili a quelle di questi animali avrebbero potuto rilevare, nel giro di pochi anni, tre cliniche, un albergo, un giornale e adesso anche un’azienda alimentare a costo… zero. Pretendendo anche di licenziare la gente e di essere venerati come se fossero benefattori e filantropi.

In realtà – come tutti sanno – sono solo spregevoli padroni che hanno in testa un solo obiettivo: il dio denaro.