La mobilitazione antifascista a Rende e Verbicaro

Advertising

Accoglienza ostile e calorosa ieri per la venuta in provincia di Cosenza di Roberto Fiore, leader della formazione neofascista di Forza Nuova.

Invitato a inaugurare una sede di FN a Verbicaro nell’entroterra dell’Alto Tirreno per il 18 dicembre, Fiore aveva rinviato la visita al 9 gennaio ‘rincarando’ la dose con una conferenza stampa da tenere a Cosenza.

Appuntamento tenuto in segreto fino alla mattina stessa, a poche ore dall’inizio dell’incontro all’Accademia Residence di Commenda di Rende, in prossimità dello stadio Marco Lorenzon, alla presenza dei soli giornalisti ‘graditi’.

anti

Nonostante la segretezza, non è mancata la risposta degli antifascisti cosentini che hanno dato vita a un presidio in strada sotto il residence ‘incriminato’, dopo aver aggirato un primo tentativo di blocco da parte degli agenti della Digos.

Nel pomeriggio, alle 17:30, era in programma l’inaugurazione della piccola sede a Verbicaro.

Anche lì arriva puntuale il presidio antifascista, popolato da gruppi da tutta la Calabria; a pochi metri dal luogo dell’incontro neofascista, sulla centrale Via Roma, lo sbarramento delle forze dell’ordine, presenti in grande quantità a Verbicaro come a Rende.

Dietro lo striscione “Calabria Antifa” tante facce determinate, giovani e meno giovani che scaldano le voci intonando continui cori contro il losco personaggio, condannato nel 1985 per banda armata e associazione sovversiva per la sua attività neofascista con i NAR nel periodo dello stragismo nero e di Stato.

anti1

Ad osservare il cordone poliziesco preparato per difendere questo personaggio, di fatto solo con il suo piccolo codazzo locale e personale, dal lato antifascista della piazza ci sono anche molti cittadini di Verbicaro, a testimonianza della storia politica e culturale del piccolo centro, fatta di solidarietà, emigrazione e lotte popolari.

Una giornata che conferma come Cosenza sia una città e una provincia dove le idee neofasciste, di razzismo e intolleranza, faticano ad attecchire, costrette a nascondersi da un diffuso sentimento antifascista e protette dall’immancabile scorta di Stato.

free kiko