La parabola di Carletto: da grande oppositore a “tappo” per Cosenza

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Carlo Guccione getta la maschera. O meglio, l’apparato del suo partito lo costringe a gettare la maschera.

E’ passato meno di un anno da quando è stato escluso come un appestato da Palla Palla dalla giunta regionale, per le note vicende giudiziarie di “Rimborsopoli”. Carletto non l’aveva mai mandata giù quella esclusione: era stato considerato al pari del “compare” Nino De Gaetano, era stato considerato addirittura peggio di quel maneggione di Enzo Ciconte e allora, insieme ai suoi prodi (che ora l’hanno abbandonato a Minniti e Madame Fifì), aveva tentato di presentarsi in Consiglio Regionale come il grande oppositore di Oliverio.

Lui, in cuor suo, lo sapeva, che prima o poi lo avrebbero di nuovo “sdoganato” e abbiamo visto com’è finita. Era il classico gioco delle tre carte. Una scelta dettata esclusivamente da opportunismo personalistico.

Guccione aveva perso l’assessorato e voleva farla pagare ad Oliverio. Ma adesso assistiamo ad un nuovo giro di valzer. Guccione non è più il grande oppositore ma il candidato sindaco a Cosenza di un’alleanza che fa venire i brividi, dal PD fino ad arrivare ad Ala di Verdini che a Cosenza è rappresentata da Mancini, quello che fino all’ultimo è stato assessore della Giunta Scopelliti. Fino a un anno fa era un “delinquente” e andava cacciato, oggi va bene per fare il sindaco di Cosenza… Un paradosso al quale non crede nessuno. 

E non ci sono i fratelli Cinghiale sol perché costoro si sono rifiutati di entrare in questa coalizione, anche se sono ben saldi nelle postazioni che contano del governo Renzi. Alla faccia del rinnovamento e del cambiamento. Non sappiamo se tutto questo è l’anticamera di un disastro annunciato (che sarebbe anche meritato) perché quel codardo di Minniti in combutta con i Cinghiali sa bene cosa stanno preparando a quel cazzaro di Mario Occhiuto. Per cui, Guccione candidato potrebbe essere solo un “tappo” fino a che non esploderà il “caso Cosenza” o addirittura il candidato vincente se, sotto sotto, qualcuno sta lavorando anche per affossare quel minchione di Paolini. 

Ma anche se arrestassero tutti e due, il PD ne uscirebbe ugualmente con le ossa rotte. Le foto della presentazione di ieri sono il punto più basso della nostra politica. Roba che la famiglia Addams, a loro, gli fa un baffo. Povera Cosenza e poveri noi che siamo costretti a raccontare tutti i loro squallidi intrallazzi.

Per chiudere in bellezza (si fa per dire), riportiamo un amaro commento di un cosentino, Mario Artese, che ha fotografato mirabilmente quello che sta succedendo.

Ci siamo! Finalmente!

prestiiiDopo la rinuncia del vip Presta per problemi familiari (pare che il suocero accusasse nu duluri ‘i mala morti ara ‘nginaglia e ru cani d’u ziu eranu dua simani ca nun jia di cuorpu picchì li s’era gunchiata a suffraina) nunzio vobis gaudium magnum, habemus Guccione.

Quindi, il popolo del SI, quello che vuole massacrare la Costituzione, quello che Verdini è un galantuomo, quello che al governo nazionale vanta un numero tale di indagati, prescritti e condannati che in nessun governo al mondo dal big bang ad oggi l’umanità ricordi, ha un candidato a Sindaco.

Il prode Guccione capeggierà l’armata di destra-centro-supra e sutta-sinistra con il piglio di un guerriero di epiche epoche fiancheggiato da tutto l’establishment del PD locale guidato da Magorno, uno di quei lanciatori di sfide che Ettore Fioramosca si cacassi sutta sulu aru senta numinari.

E diciamola la verità! Questa è una di quelle notizie che rafforzano i tuoi ideali, le tue speranze, le tue aspettative, e cioè quella di andare in pensione e scappare all’estero!

Bravo Mario (Artese). La pensiamo tutti come te!