La Provincia di Cosenza “regala” 800mila euro al patron Gerardo Smurra

Una transazione da 800mila euro tra la Provincia di Cosenza e una società rossanese di nome Isital facilmente riconducibile al patron dell’azienda Simet, Gerardo Smurra. Soldi pubblici letteralmente regalati all’imprenditore del settore automobilistico attraverso una transazione che ha davvero dell’inverosimile per la consistenza della cifra.

L’espediente della transazione, del resto, è gettonatissimo da parte dei soliti maneggioni della politica e dell’imprenditoria. Di solito si applica alla sanità ma, come vediamo, ahinoi, ogni giorno, è una pratica che si espande a macchia d’olio e arricchisce costantemente gli amici degli amici.

Questa transazione, in particolare, è ancora più incredibile perché la società rossanese aveva addirittura perso la causa in due gradi di giudizio. Anche i bambini capirebbero che, in una situazione giudiziaria del genere, l’ultimo grado di giudizio in Cassazione sarebbe stato quasi una passeggiata. E invece, improvvisamente, con una determinazione dirigenziale del 25 settembre, scopriamo che la Provincia, magistralmente (si fa per dire…) consigliata dal leggendario avvocato del foro di Cosenza Benedetto Carratelli, massimo esperto in materia, si accolla sul groppone 800mila cucuzze da dare all’ingegnere Smurra.

Gerardo Smurra, beato lui!
Gerardo Smurra, beato lui!

Ma cerchiamo di ricostruire tutta questa intricata matassa.

Con un contratto di locazione del 1992 la società Isital ha locato alla Provincia di Cosenza il fabbricato di sua proprietà sito a Rossano adibito a Istituto Tecnico Scolastico Femminile.

Nel 2006 la società recede dal contratto e si apre un contenzioso, che dura circa sette anni. L’Isital ricorre presso il Tribunale di Cosenza per risarcimento danni, calcolati con accertamento tecnico preventivo presso il Tribunale di Rossano, provocati dalla Provincia all’immobile. Ma ricorre anche per il mancato pagamento dei canoni dovuti oltre interessi delle singole scadenze fino alla restituzione dell’immobile. E infine per il mancato godimento dell’immobile stesso.

Il Tribunale di Cosenza respinge la richiesta della società Isital in due circostanze e, come ultima ratio, ricorre in Cassazione richiedendo una declaratoria di inefficacia del recesso del contratto da parte della Provincia. Una specie di “mossa della disperazione” con pochissime speranze di successo.

I danni quantificati dalla società Isital ammontano a 1milione 777mila euro. Tutto lascia pensare a un buco nell’acqua quando ecco spuntare nelle segrete stanze della Provincia il leggendario Carratelli. Incredibile, ma vero. Alla vigilia dell’ultimo, scontatissimo grado di giudizio, la Provincia procede a una transazione guidata da uno dei “principi” del foro di Cosenza sulla base di 800mila euro (450mila euro entro trenta giorni dalla sottoscrizione e 350mila euro entro il 15 febbraio 2016) più la riconsegna dei locali in favore della Isital nello stato di fatto in cui si trovano.

Giovanni De Rose
Giovanni De Rose

A firmare questa assurda transazione sono l’amministratore delegato della Isital, che è proprio Gerardo Smurra, patron della Simet e per la Provincia i dirigenti Antonio Molinari, Giovanni De Rose e Giuseppe Nardi.

Lo spreco dei soldi pubblici, che quindi dovrebbero essere di tutti i cittadini, ha raggiunto ormai livelli intollerabili. Per giunta in un momento di crisi economica che non ha precedenti. E mentre la gente non sa come fare per arrivare alla fine del mese, i guadagni “leciti” per chi ha le solite entrature nei Palazzi del Potere aumentano sempre di più.

Una società alla quale non sarebbe toccato un solo euro in virtù di ben due giudizi persi, con il cambio della guardia alla guida della Provincia di Cosenza (sapete tutti chi è il presidente), si vede aprire le porte di una transazione che non ha davvero nessuna logica.

Il leggendario avvocato, specialista in transazioni, si becca anche 25mila euro per il “disturbo” mentre il presidente (che conoscete tutti) si è guardato bene dal firmare la deternina lasciando al suo posto i soliti dirigenti di turno (due dei quali facilmente riconducibili alla sua “corte dei miracoli”) in modo da far prendere a loro la responsabilità nei confronti dei cittadini e soprattutto della Corte dei Conti e per poter dire, come al solito, che lui non ne sapeva niente.

Della serie: continuiamo così, facciamoci del male!