La storia del caposcorta secondo Mario: non era una prostituta, era un panino. Nome in codice: Rosetta

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Uno dei momenti più esilaranti della sfida a distanza con Mario Occhiuto rimane quello della sua reazione ufficiale allo scandalo del suo caposcorta Giacomo Fuoco beccato con una prostituta sull’auto blu del Comune.

“Di solito mi occupo di questioni di città e non ho tempo per rispondere alle invenzioni giornalistiche. Ma davanti alla pubblicazione di cotanti particolari e fantasiose ricostruzioni di vicende che assumono carattere di delicatezza, quantomeno per i risvolti personali e familiari delle persone coinvolte, mi corre l’obbligo di qualche precisazione…

Nessuno del Comune mi risulta che sia mai venuto a conoscenza di vicende simili, compreso ovviamente il sottoscritto…

Nessuno che me lo abbia mai minimamente accennato…

La mia scorta è stata disposta dal prefetto e dal Comitato di ordine pubblico a seguito di reiterate minacce e tentativi di aggressione (che non ho mai voluto rendere pubbliche) a causa delle tante azioni di legalità (sgomberi e demolizioni di costruzioni abusive, riqualificazione delle coop, riordino dei servizi cimiteriali eccetera) che mai nessuno aveva avuto il coraggio di compiere in questa città. Anzi io ho sempre chiesto la riduzione degli addetti.

Giacomo Fuoco è persona degna della mia stima e che reputo onestissima. Mi dice che si è trattato di un equivoco con i carabinieri, e che si era solo fermato per strada al ritorno da Lamezia per consumare un panino fuori dall’autovettura scambiando casualmente due chiacchiere con una signora.

Io credo al 100% a queste sue parole. Non a me, se mai alla magistratura di cui ho piena fiducia (qualora dovesse essere investita) spetterà il compito di chiarire a fondo la vicenda…”.

Questo scriveva il sindaco, palesemente in difficoltà a contenere la portata di uno scandalo che, se ci fosse stata una vera opposizione politica, lo avrebbe portato dritto alle dimissioni.

Confesso che quando ho letto la dichiarazione del sindaco su Fb sono scoppiato a ridere. Tra tutte le possibili spiegazioni che avrebbe potuto dare al sexygate del suo caposcorta, quella che ci ha riservato è stata la più esilarante. Impossibile non pensare ad Albano e Romina e al loro tormentone “… E’ un bicchiere di vino con un panino la felicità…”. E l’idea della vignetta è partita spontanea, tra risate ancora più fragorose. Il sindaco, che difende, dopo due giorni di silenzio, il suo amico travolto dallo scandalo, poteva e doveva cercare qualche altro appiglio per giustificare il disastro. Mancava solo la citazione di Albano e Romina per definire al meglio l’ipocrisia di gente che predica bene, ci fa la morale e poi spende 54mila euro sulle spalle dei cittadini per consentire, tra l’altro, al suo caposcorta di andare a puttane. Ovviamente con un bicchiere di vino e con un panino. Ovvero: la felicità secondo Mario Occhiuto e il vigile Fuoco.

Occhiuto ha cercato di dimostrare a tutti i costi che lui non era al corrente del pasticciaccio. E in questo delirio di arroganza misto a scadente moralismo, si è consentito il lusso del dare del cretino ai carabinieri che sono intervenuti sul posto.

Perché, di grazia, il sindaco, nella sua sì fantasiosa ricostruzione, dovrebbe spiegarci quale equivoco si può creare per un carabiniere davanti alla scena di un pubblico ufficiale che mangia un panino mentre scambia qualche chiacchiera con una signora.

Se Fuoco si fosse trovato in una zona di sosta irregolare, al massimo avrebbe preso una multa. Ma se stava mangiando un panino con una signora in un’area parcheggio, ci spiega perché i carabinieri sarebbero dovuti intervenire?

Quanto alla presunta inesistenza di un procedimento contro Fuoco, la questione è stata già risolta dalla procura di Cosenza, che dovendo esaminare la denuncia di Occhiuto nella quale paventava quest’assenza di comunicazione, ha deciso di archiviare la pratica. Ragion per cui il procedimento esiste, anche se, per ovvie questioni di opportunità, non ne riveliamo i particolari.

Il procedimento è noto anche ai consiglieri della Commissione di controllo e garanzia del Comune di Cosenza, che quantomeno hanno chiesto delucidazioni ai protagonisti e hanno capito cosa è realmente successo.

Gabriele Carchidi

LE REAZIONI

Tra le tante, alcune non pubblicabili, queste le reazioni più calzanti alla vicenda.

Breve sintesi della spiegazione che il sindaco fa circa il sexygate del suo caposcorta Fuoco: non era una puttana, era un panino. Nome in codice: Rosetta

Michele Giacomantonio

Credo che più assurdo della vicenda ci sia solo il suo tentativo di raccontarci la reale seppur fantascientifica versione dei fatti, ma si sa noi italiani amiamo farci raccontare queste storielle e la ringrazio per avermi regalato un sorriso. Grazie

Ylenia Caputo

Tanti panini mangiati per strada… avessi mai incontrato una signora! Una volta un ragazzo africano e ho diviso il panino con lui, ma signore mai! Eppure i miei panini li ho consumati dalle Alpi alle Piramidi, in tanti parcheggi. Sì, decisamente il signor Fuoco ha ragione: è tutto un equivoco.

Emanuele La Corte