La strategia dei Cinghiali per scambiarsi favori con Renzi: sottosegretario, Mancini e Presta

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Più vorresti non sentirli e non nominarli e più ti capitano in mezzo ai piedi. I Cinghiali della politica cosentina, regionale e purtroppo anche nazionale continuano a sguazzare alla grandissima.

Tonino, il cinghiale furbo che qualche volta si trasforma anche in gabbiano dal volo pulito e leggero, è in lizza per un posto da sottosegretario da carpire a quell’ebetino di Renzi, che tanto si beve tutto.

Compa’ Pinuzzu, il cinghiale più anziano e più rozzo, invece, balza alla ribalta delle cronache per aver chiesto alla Regione di celebrare degnamente il Centenario della nascita del vecchio Giacomo Mancini il prossimo 21 aprile 2016.

E’ chiaro che si tratta di eventi concatenati e che fanno parte di una sola, “cinghialesca” strategia per entrare nelle grazie di Renzi e riposizionarsi alla grande nell’agone politico prima delle inevitabili bufere giudiziarie e alla vigilia dei prossimi appuntamenti elettorali.

Il sottosegretariato al Cinghiale-gabbiano significa che i fratelli Gentile (ah sì, si chiamano così ma tutti ormai preferiscono Cinghiale e la colpa non è certo nostra…) sono pronti a “sposare” a Cosenza la causa del candidato più gradito all’ebetino di Firenze.

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La supermarketta del Cinghiale rozzo al grande Mancini e quindi anche al giovane Giacometto, significa molto probabilmente che l”ex assessore regionale al Bilancio vuole essere inserito in questo “giochino”. E i fratelli non si tirano indietro quando c’è da dare una mano a Giacometto. Ultimamente, tra l’altro, è accaduto più volte.

Certo, il giovane Mancini non può aspirare al ruolo di candidato sindaco di riferimento di Renzi, ma può stare dentro un gioco di coalizione, magari assorbendo nelle sue liste i tanti “impresentabili” di fede cinghialesca che dovranno portare voti alla causa renziana.

Ah, certamente vi starete chiedendo chi potrebbe essere, in tutto questo tourbillon, il candidato di riferimento di Renzi.

Andiamo per esclusione: può essere l’avvocato Enzo Paolini? Ma neanche per scherzo…

Può essere quel “ciuccione” di Guccione? Nonostante i buoni rapporti con il premier, ci sembra molto difficile che possa spuntarla. E allora, Madame Fifì? Neanche lei, per carità, specie dopo le ultime virulente fibrillazioni con i renziani di ferro.

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Dando per scontato che non ci si possa ridurre a presentare “seconde” e “terze” scelte tipo Giuseppe Mazzuca, Marco Ambrogio e altre figure similari, tutti gli indizi portano a Lucio Presta. Per il quale, invece, Renzi stravede.

Presta, così, ammanterebbe il tutto di “liste civiche”, si prenderebbe i voti dei Cinghiali e di Giacometto e punterebbe quantomeno ad arrivare al ballottaggio. Poi, si vedrà.

Mentre, sugli altri fronti, Occhiuto e Paolini (che notoriamente fanno finta di litigare da una vita) insieme a tutti gli altri non renziani (adamitici e compagnia bella) o anche a quei renziani più “tiepidi” (guccioniani e altri) saranno quasi costretti a fare un ragionamento simile a quello dei Cinghiali con Mancini. E proveranno a fare doppi e tripli giochi com’è loro consuetudine.

Diciamocelo francamente: un quadretto per niente edificante. Ma questo è quello che passa il convento. Almeno finora e in attesa di buone notizie dal mondo della giustizia.