La tragedia Giustizia si trasforma in farsa: Spagnuolo, Occhiuto e il convegno sulla “legalità”

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La tragedia della Giustizia a Cosenza si trasforma in farsa

Siamo veramente ridotti male. Non contento di quello che fino ad ora ha fatto per favorire Occhiuto, il procuratore Spagnuolo si inventa un bel convegno sulla legalità (facendolo organizzare ai suoi amichetti) nel tentativo di recuperare un minimo di immagine pubblica gravemente compromessa da tutte le notizie di insabbiamenti, ad opera della sua procura su ogni malefatta del sindaco, che giornalmente pubblichiamo. L’opinione che ha la gente sul tribunale di Cosenza è chiara: un porto delle nebbie e un luogo di corruzione. Della Giustizia amministrata da Spagnuolo a Cosenza non si fida nessuno.

Perciò Occhiuto, su  suggerimento di Spagnuolo, ha pensato bene di buttare un po’ di fumo negli occhi della gente e garantirsi così qualche altra settimana di sopravvivenza. Ha pensato: se invito il procuratore Spagnuolo a partecipare a questo convegno, sto tranquillo che almeno fino a quel giorno non succede niente.

Ad introdurre i lavori di questa farsa Gianfranco Bonofiglio, nominato da Occhiuto (senza retribuzione) consulente per la legalità al Comune di Cosenza su suggerimento di Mario Campanella, aspirante dipendente del Comune di Cosenza. Bonofiglio ha scritto tanto, e continua a farlo, sulla corruzione permanente in Calabria, ma guarda il caso questo tema non è l’oggetto dell’incontro programmato al ridotto del Rendano giorno 12 maggio. Si parlerà insieme a Jole Santelli, al dottor Facciolla, al dottor Spagnuolo, e al senatore Pierantonio Zanettin, dei problemi di lungo corso che riguardano gli organici dei tribunali, le garanzie (per gli amici degli amici), il diritto costituzionale alla giustizia nel rispetto di ogni cittadino. Il tutto moderato dal direttore Paolo Pollichieni.

Per tutti questi tromboni il problema Giustizia a Cosenza è la carenza di organico, non certo la corruzione, l’insabbiamento sistematico delle inchieste, le mazzette che prendono i pm, la collusione con la ‘ndrangheta, l’esistenza di una cupola politica/massonica/mafiosa che governa la città. Tutto questo per i partecipanti al convegno sulla legalità sono cose che non esistono.

Non esistono le inchieste sui cottimi fiduciari, non esistono le ruberie di Cirò, di Potestio, di Cucunato, di Pecoraro, non esiste la ‘ndrangheta, non esiste una inchiesta antimafia su piazza Fera/Bilotti, non esistono le assunzioni clientelari, i favori agli amici degli amici. Niente di niente. L’unico problema al tribunale di Cosenza è che manca qualche cancelliere. Per il resto tutto funziona a meraviglia.

Ad un tratto e come per magia tutto questo, anche per Bonofiglio che non fa altro che scrivere di corruzione, è sparito. Cosenza è un’isola felice. Questo è il messaggio che deve passare. E’ questo il compito affidato da Occhiuto alla sua nuova squadra di comunicazione.

Direbbero Troisi e Benigni di fronte a questo: non ci resta che piangere. Ammesso che qualche lacrima sia rimasta.

Anche noi abbiamo deciso di dare un contributo a questa bellissima iniziativa ed abbiamo deciso di offrire ai partecipanti una possibile soluzione alla carenza di personale in procura: invece di mobilitare, come è successo ad esempio ieri, 7 agenti della giudiziaria per stare dietro a me e al direttore Carchidi, si potrebbero impiegare questi uomini in servizi più importanti.

Seguire qualche corrotto, indagare sul movimento di denaro dei collusi, registrare conversazioni tra politici e mafiosi, mettere sotto controllo qualche pm. Del resto anche loro sono stanchi di correre dietro a noi e vorrebbero fare altro. Li accontenti, procuratore.

Ma in tutto questo un piccolo dubbio mi assale: non è che questo convegno, organizzato da Occhiuto e Spagnuolo, è stato promosso proprio per reperire altri uomini, oltre ai 7, da destinare a noi?

GdD