La vera storia degli impianti di Lorica: il grande imbroglio di Barbieri&Palla Palla

Palla Palla sul cantiere di Lorica

RIASSUNTO DELLA PUNTATA PRECEDENTE

Oliverio e Barbieri hanno fatto un grande imbroglio per costruire la cabinovia di Lorica.

Eh sì,  lo stesso imbroglio che fece Massimo Cellino, ex presidente del Cagliari Calcio, per costruire a sue spese lo stadio di proprietà. E cioè la costruzione di opere su aree protette.
Sulle aree protette non si può costruire nemmeno un millimetro di cemento.
E la cabinovia ricade, in parte, nell’area del Parco Nazionale della Sila.
Il direttore generale Laudati e la svampita miliardaria Sonia Ferrari hanno chiuso gli occhi su pressione di Oliverio. E cosi il progetto farsa preparato dall’ingegnere Franco Tucci è passato.
LA GUERRA DI LEGAMBIENTE
Legambiente nel dossier del 2012 intitolato “Laghi della Sila – La natura protetta tra strutture sportive e grandi incompiute”, a proposito del progetto di realizzazione degli impianti di risalita di Lorica avvertiva che:
«Dietro questo progetto di mero ricambio del sistema di impianto a fune con una moderna cabinovia (o ovovia) si palesa lo spettro di un ampliamento dell’impiantistica con la realizzazione di altri tracciati e impianti a fune che collegherebbero il versante del Botte Donato con la vicina cima di Monte Curcio (1.760 m) dove sono presenti le piste da discesa del relativo centro turistico di Camigliatello Silano. L’idea è quella di realizzare un carosello turistico di sci da discesa, unendo i due principali centri turistici della Sila Grande, Camigliatello Silano e Lorica. Per far ciò è necessario collegare gli impianti da sci con sistemi di trasporto a fune che richiedono inevitabilmente opere di grande impatto con il rischio che i tagli necessari compromettano definitivamente le già compromesse cime di Botte Donato e Monte Curcio, intaccando anche la vicina cima di Monte Scuro”.

Nonostante ciò, in occasione della Conferenza dei Servizi convocata il 30 Gennaio 2014 per deliberare l’approvazione del progetto «Comprensorio Sport-Natura di Lorica», Legambiente non risulta tra gli invitati. Addirittura dai verbali non risultano neppure invitate le altre associazioni di “rilevanza nazionale” per la protezione ambientale, paesaggistica e storico-culturale, con grave pregiudizio per la valutazione obiettiva degli interessi in gioco.

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Risultano invece invitati il Comune di Pedace, il Comune di Serra Pedace, l’Ente Parco Nazionale della Sila, la Regione Calabria Dip. Ambiente, la Regione Calabria Dip. Agricoltura e Foreste e Forestazione Gestione Vincolo Idrogeologico, la Regione Calabria Dip. LL.PP. Servizio Tecnico Decentrato, la Regione Calabria Settore Protezione Civile, la Regione Calabria Dipartimento Urbanistica, la Regione Calabria ASP Cosenza U.O.C. Igiene Pubblica, la Provincia di Cosenza Dipartimento Territorio e Sviluppo Settore Ufficio del Piano, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici sede di Cosenza, la Provincia di Cosenza Settore Prog. e Gestione del Territorio – Urbanistica, la Provincia di Cosenza Settore Ambiente e Demanio Idrico, la Provincia di Cosenza Difesa del Suolo e Protezione Civile, l’Arpacal, il Comando Provinciale Vigili del Fuoco, la Comunità Montana Silana, la Direzione Generale Territoriale Sud e Sicilia dell’U.S.T.I.F., l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, l’Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo S.p.A., l’Enel SpA zona di Cosenza.

Dai verbali della Conferenza dei Servizi, non risultano acquisiti i pareri del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dei Beni Culturali e Paesaggistici, obbligatori per legge ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, e considerata la presenza di vincoli previsti per legge come nel caso di parchi, aree di rispetto di corpi idrici, montagne oltre i 1200 metri sul livello del mare per la catena appenninica, i parchi e le riserve nazionali o regionali, e i boschi, ai sensi del D.Lgs. 42/2004.

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Nel ricordare che l’area oggetto del PISL ricade nel perimetro del Parco Nazionale della Sila, ed è inserito tra i siti di Rete Natura2000 in qualità di Zona di Protezione Speciale “Sila Grande” (ZPS-IT9310301), per la presenza di “ambienti lacustri montani di interesse ornitologico”, “soste migratorie di specie ornitiche palustri” e “siti di nidificazione”, riteniamo che la presenza di una zona speciale di conservazione ricadente all’interno dell’area naturale protetta del Parco Nazionale della Sila non sia compatibile con il progetto «Comprensorio Sport-Natura di Lorica».

Tratto da HeyNow

https://heynow99.wordpress.com/

2 – Fine