L’abbronzatissimo Alfano e la Calabria a mano armata (di Vito Barresi)

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di Vito Barresi

Calabria a mano armata sullo sfondo di un agosto caldo di morti ammazzati e terrorismo quotidiano in stile balneare.

In poco meno di una settimana le ferie si sono trasformate in una vera e propria mattanza di ferragosto come in un sequel di film dell’orrore. Altro che prevenzione, tranquillità e intelligence sbandierata dal ministro degli Interni, un ministro che ha sfoggiato una perfetta abbronzatura ferragostana, il siciliano Alfano.

La Calabria, una regione in preda al crimine e sconvolta dal susseguirsi di episodi omicidiari, si mette ancora una volta in evidenzia nella classifica del noir estivo come una vera e propria Libia d’Italia. Una regione in mano alla criminalità dove la violenza non incontra ostacoli, l’omicidio non sembra avere alcun deterrente morale.

pagliuso_francesco-avvocatoAmmazzato senza alcuna remora né pietosa misericordia sotto il cielo stellato di una notte d’agosto, l’assassinio di un brillante avvocato in carriera è avvenuto come in un sogno criminologico, quasi nel surreale surplace di una scena del delitto, tra le villette a schiera di una tranquilla contrada di Lamezia Terme, neanche a pochi passi dalle rampe dell’aeroporto internazionale dove giungono milioni di passeggeri nella stagione delle vacanze.

Poi il frame delle telecamere con vista sui gialli mediterranei calabresi è passato a scatto in avanti per spigolare sulla splendida spiaggia di Santa Domenica di Ricadi, scandagliando le immagini ‘spettacolari’ dell’accoltellamento mortale avvenuto nei pressi del circo dei lunghi coltelli, dove Werner De Bianchi è stato dissanguato da uno degli ultimi rampolli della blasonata famiglia circense, Alex Orfei.

Alex Orfei
Alex Orfei

Ma l’enciclopedia del grandguignolesco si arricchisce di continui referti raccapriccianti custoditi nei resoconti stilati sul posto di una lite scatenata con furore a Isola Capo Rizzuto, ridente località turistica dello Jonio, dove le forze dell’ordine hanno dovuto sedare una zuffa cruenta, arrestando cinque persone con ferite da taglio su spalle, cranio, braccia e mani, sequestrando l’accetta ancora intrisa di sangue caldo che i componenti del bellicoso nucleo ‘familiare’ avrebbero adoperato a turno provocando multiple ferite.
Un susseguirsi di episodi che continua a flusso initerrotto, sciorinando salme alla morgue e fiotti da profondo rosso come in un cinema all’aperto.

A Rosarno nella notte di ferragosto un malvivente, che certo non stava sotto il balcone della innamorata a strimpellare serenate e mottetti di tarantelle dialettali, ha ammazzato freddamente e imperterrito, intorno alle 23.30, dopo aver bussato al campanello, aspettato che la porta si aprisse, la sua vittima designata, un uomo quasi cinquantenne attinto da due colpi di pistola che gli hanno perforato il cranio e il fianco destro.

A San Calogero nessuno aspetta il risultato dell’autopsia sul morto di mezzo agosto ma la sua salma per i funerali di rito. L’anziano contadino è stato liquidato con una calibro 9, da due bossoli su un totale di dieci, otto dei quali recuperati dopo l’aguzza ricognizione dei militari sul luogo del delitto. Certo che non c’entra la ‘ndrangheta.

Ma che vuol dire? Lo stato dell’ordine pubblico in Calabria sarebbe allo sbando secondo quanto dicono fonti di primo piano della magistratura regionale. I magistrati esposti in prima linea devono fare i conti con un muro di connivenze e una vasta area grigia in cui il crimine economico e politico, la corruzione brevi manu oppure tramite sofisticatissimi passaggi bancari online dilaga ovunque e nelle stesse istituzioni, sfidando la legge e le sentenze.

La polizia in Calabria, secondo la denuncia di numerosi sindacati di settore, è lasciata nel marasma e il Ministro Alfano sembra essere sordo a ogni loro appello.

I sindacalisti di uno dei più battaglieri sindacati autonomi, riferiscono che “ci sono giubbotti antiproiettile in uso prossimi alla scadenza, autovetture di servizio logore con più di duecentomila chilometri, vestiario insufficiente e inappropriato, personale sempre più anziano, con una media che rasenta i 50 anni, pulizie degli Uffici e delle caserme lacunose e lezioni di aggiornamento professionale non all’altezza del periodo storico di allarme che stiamo vivendo”.

“Si parla tanto di terrorismo e mancano munizioni per addestrarsi in poligono. Non si riescono a organizzare più di due volanti per turno e il dipartimento continua a non inviare nuovo personale nonostante gli allarmi lanciati, di una forte preoccupazione del fenomeno, sempre più sottovalutato, di una criminalità organizzata che incide negativamente sullo sviluppo dell’economia e frena la crescita occupazionale del territorio calabrese”.

Angelino_Alfano_1Quest’estate i calabresi onesti e impauriti dal terrorismo quotidiano e dall’insicurezza devastante hanno visto in televisione un vecchio film da cineteca doppiato con parole refresh e rassicuranti del ministro Alfano.

D’altra parte cosa c’è di più comunicativo e vitale, forte e autorevole di un politico di altissimo livello istituzionale che si presenta davanti al Paese così ben abbronzato dal sole di ferragosto?