L’accordo Tonino Gentile-Madame Fifì-Oliverio e l’assedio rendese de iGreco. Renziani in difficoltà

Cena di lavoro all'Ariha Hotel, l'albergo de iGreco. Si riconoscono, oltre ai fratelli Greco, Luca Lotti, Stefania Covello, Ernesto Magorno e il "solito" Aiello
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In città e nell’area urbana l’argomento politico del giorno è l’ospedale privato del potentissimo gruppo de iGreco a Rende.

Ieri sera il consiglio comunale di Rende, contrariamente a quanto si pensava solo fino a qualche giorno fa, ha deciso di rinviare la discussione sulla variante al Piano regolatore generale necessaria per dare il via al megagalattico progetto dei cariatesi. Ma la decisione è stata presa in maniera palese dai consiglieri del Nuovo Centro Destra.

E’ certamente Tonino Gentile il “regista” dell’operazione ma iGreco, che non sono fessi, attendono ancora un po’ prima di “attaccarlo”. E’ evidente invece che vogliono capire perchè Tonino il furbo abbia dato quest’ordine ai suoi consiglieri rendesi.

C’è chi dice che Gentile si sia messo d’accordo con Oliverio e Madame Fifì per creare difficoltà a un gruppo molto amato dal premier Renzi in persona attraverso il suo fiduciario calabrese Ernesto Carbone, quella svampita di Elena Boschi e anche Luca Lotti (che vediamo in fotografia mentre banchetta nell’ex Hotel Executive insieme ai fratelli Greco, al “solito” Ferdinando Aiello, alla rampante Stefania Covello e all’inutile Magorno).

Una sorta di ammutinamento, un “braccio di ferro” per strappare a Renzi e ai suoi colonnelli qualche decisione importante. Forse anche l’indicazione del prossimo candidato sindaco di Cosenza per il Pd.

Le diplomazie sono al lavoro ma quello che ci interessa sottolineare, in questa sede, è l’estrema rozzezza del gruppo de iGreco.

Ieri sera chi ha presenziato al consiglio comunale di Rende ha visto scene inquietanti. Una quarantina di cariatesi in giubbino “di tendenza”, oltre che ai fratelli Greco (i figli del capofamiglia Tommaso, ammazzato a colpi di lupara nel 2001 in circostanze mai chiarite), hanno praticamente assediato la sala. Un deprimente viavai di incursioni fin dentro l’emiciclo.

I figli di Tommaso Greco hanno voluto parlare, in pratica, quasi con ogni singolo consigliere comunale. Strizzatine di occhi, parole nelle orecchie, uno spettacolo desolante. A tanto non si era mai arrivati, ci hanno confessato molti rendesi, neanche ai tempi dello strapotere principiano. Queste pressioni potrebbero essere anche comprensibili altrove, nei ristoranti o negli alberghi dei cariatesi o magari in qualche aiuola autostradale, ma forzare la mano in questa maniera sfacciata da parte di imprenditori chiaramente senza scrupoli, è un fatto che non si può accettare. Per fortuna, ci sono anche riprese televisive che confermano questo scempio. Ma bastano anche soltanto i testimoni.

Il sindaco poi ha parlato, facendosi prendere la mano dagli “impegni” assunti, come se fosse il proprietario del progetto. Un altro spettacolo deprimente, ma almeno Marcello Manna e la sua “straordinaria trasversalità” la conoscevamo da decenni. L’assedio de iGreco, invece, ancora ci mancava.