Lamezia, corruzione all’aeroporto: il patto tra Galati e Morrone per l’assunzione della nuora

Da un po’ di tempo c’è un gran feeling tra Pino Galati, deputato eletto con Forza Italia ed Ennio “il mammasantissima” Morrone, consigliere regionale eletto con Forza Italia.

I due provengono da esperienze diverse ed appartengono, anche anagraficamente, a generazioni diverse. Ennio Morrone ormai è decisamente attempato e prima di approdare alla corte di Berlusconi era stato socialista e aveva fatto parte anche di quell’accozzaglia di corrotti e farabutti all’interno dell’Udeur di Clemente Mastella.

Pino Galati, invece, è ancora uno splendido cinquantenne, con tanto di parrucchino, ed è arrivato a Berlusconi dopo aver fatto parte di un’altra accozzaglia di corrotti e farabutti perfettamente equipollente a quella dell’Udeur. Parliamo dell‘UDC di Pierferdinando Casini e di Lorenzo Cesa, due nomi due garanzie…

L’incontro fatale di Pino Galati ed Ennio Morrone è ormai datato e rodato tanto che nel 2013 è proprio il “mammasantissima” che battezza con gioia l’ingresso di Galati a Forza Italia. Ma le alleanze politiche, si sa, cambiano con una frequenza impressionante e quando Galati si avvicina a Denis Verdini per compiere il salto della quaglia, anche Morrone e il suo figliolo, Luca “bambino mio”, non sono per niente insensibili al fascino del faccendiere toscano pur facendo parte della banda di Occhiuto al Comune di Cosenza.

Verso la fine del 2015 è Galati in persona che si premura di far sapere a Morrone che bisogna accelerare le procedure per “eliminare” politicamente Mario Occhiuto, che prima era loro alleato in Forza Italia. La firma di Luca Morrone è determinante per far passare la mozione di sfiducia e il “mammasantissima”, consapevole di poter alzare il tiro, le spara grossissime. Per far cadere Occhiuto e far diventare a tutti gli effetti suo figlio un “Giuda” le richieste sono le seguenti: nomina di Ennio Morrone alla presidenza della Commissione di Vigilanza alla Regione e, soprattutto, promozione della moglie di Luca “bambino mio” alla Sacal, dov’è stata già inserita qualche anno prima (dallo Spirito Santo?), celeberrima società di gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme. I Morrone sanno perfettamente che il loro amico Pino Galati tiene per le palle il sindaco lametino Paolo Mascaro, deus ex machina delle assunzioni e delle promozioni, e in men che non si dica il gioco è fatto. Morrone diventa chiacchieratissimo presidente della Commissione di Vigilanza e la signora Morrone, al secolo Luciana De Francesco, entra dalla porta principale nella grande famiglia della Sacal.

Per il momento, i pm di Lamezia non hanno inserito questa nomina clientelare nel primo calderone, che riguarda solo le “mezzecalzette” degli stagisti di Garanzia Giovani ma appena prenderanno per le “corna” il sindaco-toro di Lamezia Terme è molto probabile che si scopriranno questo e tanti altri altarini.

PS: la foto che campeggia in copertina non è un fotomontaggio, è verissima ed autentica e risale alla presentazione della candidatura a sindaco di Carlo Guccione. Pensate che volpini che sono Galati e Morrone: si mettono a inciuciare proprio sotto gli occhi e, soprattutto, le orecchie di Marco Minniti. E non dobbiamo essere certo noi a spiegare a che livelli sia, a proposito di “spiate” e di “orecchio bionico” l’attuale ministro dell’Interno…