Lamezia, imprenditore patteggia pena: sfruttava i dipendenti

Un'auto della Guardia di Finanza a Lamezia Terme.

Si è concluso il procedimento nei confronti di un imprenditore lametino, accusato di estorsione a danno dei suoi dipendenti. Si tratta di Mario Fazio, coinvolto nell’inchiesta “Spartaco”, condotta dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme guidata dal procuratore Salvatore Curcio e dal Gruppo della Guardia di Finanza della città, al Comando del Ten. Col. Fabio Bianco.

Fazio ha deciso di patteggiare la pena, ed è stato condannato dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme, con la non menzione della condanna, ad un anno e 11 mesi e al pagamento della multa di 3500 euro. Gli sono state riconosciute, inoltre, le attenuanti perché l’imprenditore ha risarcito le undici persone.

I fatti risalgono al 2016, quando partirono le indagini del Nucleo mobile della Guardia di Finanza lametina nei confronti di Fazio, gestore di un ristorante bar-tavola calda a Lamezia, a seguito di una denuncia da parte di un dipendente che sarebbe stato licenziato poiché si era lamentato col suo datore di lavoro delle condizioni di sfruttamento a cui sarebbe stato sottoposto. Nel gennaio del 2017 scattò un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e patrimoniali, emessa dal Gip del Tribunale, su richiesta della Procura.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Fazio avrebbe costretto i suoi dipendenti a lavorare anche dieci ore al giorno nonostante il loro contratto fosse part-time, con l’implicita prospettiva del licenziamento se non avessero accettato. Per questo motivo era scattata la denuncia per estorsione.