L’annessione forzata di Spezzano Piccolo approda in Parlamento

Advertising

Caso Spezzano Piccolo: il deputato Franco Bruno chiede il rispetto della volontà popolare e dell’autonomia decisionale degli Enti Locali. Interrogazione diretta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per gli Affari Regionali e al Ministero degli Interni. Continua sempre più in salita il percorso del costituendo comune dei Casali del Manco.

Venute alla luce l’improvvisazione e le illegittimità che hanno caratterizzato l’intero percorso e denunciate da tempo dai liberi cittadini di Spezzano Piccolo, gli stessi non possono che esprimere apprezzamento anche per la presa di posizione assunta da Franco Bruno. Il parlamentare cosentino ha infatti depositato l’interrogazione 4/16977 diretta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per gli Affari regionali e al Ministero degli Interni avente il seguente testo:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per gli affari regionali, al Ministro dell’interno

Premesso che: il processo di fusione di Comuni va collocato all’interno del più ampio quadro inerente l’autonomia degli enti locali. Nell’attuale momento storico, fortemente caratterizzato da una profonda crisi economico-finanziaria una razionalizzazione delle spese e una ridefinizione degli enti territoriali è più che necessaria;

nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri esaminerà la legge della Regione Calabria n° 11 del 2017 avente per oggetto: Istituzione del comune di Casali del Manco mediante la fusione dei comuni di Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta; nata dall’applicazione della legge 13/83 per come modificata dalla legge 9/2016 e dal comma 1 dell’articolo 16 della legge regionale 43/2016;

l’iter che ha portato alla nascita di Casali del Manco è stato, tuttavia, piuttosto travagliato: nel 2013 il movimento Presila Unita ha promosso una raccolta di firme per la fusione dei comuni di Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta.

Il 18/11/2015 è stata presentata la proposta di legge regionale 96/10 avente per titolo: Istituzione del Comune di Villa Brutia mediante la fusione dei Comuni di Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta ”.

Successivamente l’articolo 44 della legge 13/83 della Regione Calabria, in vigore a giugno 2014 e che recitava… S’intende che il parere popolare su quanto sottoposto a referendum sia favorevole qualora abbia partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e la maggioranza dei voti validamente espressi sia a favore della proposta…, viene modificato con la legge 9/2016.

La legge di modifica, la n° 9 entra in vigore il 1° marzo 2016 e abolisce il quorum, per i soli referendum che riguardavano le fusioni dei comuni inserendo il principio del conteggio dei voti sull’intero bacino interessato e non per singolo comune;

il 26 marzo si è tenuto il referendum consultivo e mentre su quattro dei cinque comuni interessati ha prevalso il si alla fusione, a Spezzano Piccolo ha prevalso il NO e nonostante questo esito il comune di Spezzano Piccolo è stato incluso nella fusione;

si chiede di sapere: se il Ministero in oggetto intenda valutare attentamente la situazione, nel rispetto della volontà popolare sia dei comuni in cui ha prevalso il si sia del comune in cui ha prevalso il no per non ledere il principio di autonomia degli enti locali stabilito nell’articolo 5 e nell’articolo 114 comma 2 della Costituzione.”

L’annessione forzosa di Spezzano Piccolo al nuovo comune sta diventando ormai sempre più un caso che va oltre i confini regionali e sale sempre più forte dai cittadini interessati la pressante richiesta del rispetto delle regole e soprattutto dei principi Costituzionali che sono stati palesemente infranti; in primis il rispetto della sovrana volontà popolare.

Spezzano Piccolo 20/06//2016 Liberi cittadini di Spezzano Piccolo