L’attentato a Manna è avvenuto a Cosenza, in via Falcone, sotto casa dell’avvocato

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C’è qualcosa che non quadra nella vicenda dell’attentato intimidatorio all’avvocato Marcello Manna, sindaco di Rende.

Nel corso della mattinata di ieri, i lanci di agenzia e le prime notizie diffuse dai giornali on line riferivano che l’attentato ovvero le due bombe carta fatte esplodere sui cofani delle due smart in uso alla moglie di Manna e ad un imprenditore del ramo automobili (Aceto?) sarebbe avvenuto nel corso della notte tra sabato e domenica a Rende. In un caso, veniva addirittura specificato che, a Rende, la gente avrebbe sentito distintamente il boato delle bombe carta e che anche a Cosenza qualcuno avrebbe avuto percezione del gran botto.

E’ chiaro che i colleghi delle agenzie e dei giornali on line non potevano inventarsi la notizia dell’attentato e soprattutto quella relativa al posto in cui si sarebbe consumato e quando hanno scritto che sarebbe intervenuta, assumendosi la responsabilità delle indagini, la Squadra mobile di Cosenza, i dubbi sono diventati ancora più grandi. Perché è palese che i colleghi hanno ricevuto informazioni sull’evento proprio dalla questura di Cosenza.

questaEbbene, noi di Iacchite’ siamo venuti a conoscenza del fatto intorno a mezzogiorno e le nostre fonti ci riferivano con assoluta certezza che l’attentato intimidatorio a Marcello Manna è stato perpetrato a Cosenza e non certo a Rende.

Per la precisione, sotto l’abitazione di Manna, che risiede, come in molti sanno, in viale Falcone a Cosenza, nei pressi del bar Phoenix e della succursale della Chicco, a due passi da piazza Zumbini. Esistono testimonianze dirette di cosentini che hanno sentito il boato nel corso della notte tra sabato e domenica. Cosentini che non hanno letto i lanci di agenzie e i giornali on line e davano per scontato che tutti sapessero che l’attentato è avvenuto a Cosenza.

Ce ne hanno parlato semplici cittadini e anche qualcuno che abita nei pressi ed ha esercizi commerciali nella zona.

screenMa la cartina di tornasole dello scambio di posto è arrivata ieri a tarda sera quando, su FB, il collega Mario Campanella ha esternato la sua solidarietà a Manna e nel post una cittadina di Cosenza faceva riferimento al botto che ha avvertito distintamente nella notte. Per la precisione: “Questa notte abbiamo sentito un boato… un rumore incredibile… un terrore”.

Abbiamo chiesto alla signora dove avesse sentito il boato e la diretta interessata, in tutta sincerità, ci ha riferito che l’attentato è avvenuto in via Falcone, a due passi da piazza Zumbini.

Dunque, qualcuno ha raccontato fesserie ai colleghi delle agenzie e degli altri giornali on line. E l’aspetto più surreale della vicenda è che questo “qualcuno” si è anche adoperato per “cancellare” dal parcheggio davanti all’abitazione di Manna tutti i resti e i segni dell’attentato, avvalorando così la tesi che fosse accaduto altrove.

Perché la questura di Cosenza agisca in questo modo noi sinceramente non lo sappiamo. Ma sappiamo per certo che qualcuno, alla questura di Cosenza, ha detto il falso. E noi siamo qui a ristabilire la verità dei fatti.

Nel corso della giornata, cercheremo di darvi maggiori ragguagli sulla vicenda.