Le cantate di Adolfo Foggetti: la droga. I traffici dei “Banana”

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Questi verbali li abbiamo pubblicati il 28 ottobre dello scorso anno. Oggi che l’operazione riguardante gli affiliati al clan si è conclusa, è chiaro che ritornano di grande attualità.

Oggi Adolfo si canta il traffico di roba e pezzata a Cosenza, nei minimi particolari. Accusa tutto e tutti, senza guardare in faccia a nessuno, parenti compresi.

Per quanto concerne i traffici di eroina in Cosenza, da tempo, sono amministrati dai “Banana”.

Sono detti “Banana” tutti i figli di F. A. cl. 54 che si chiamano: L., N., M. detto lo struzzo, e uno di cui ricordo solo che è detto micetto. Oltre a costoro quali referenti dell’eroina, c’è A. A. figlio di G.. Quando lo scorso anno è uscito dal carcere A. A. e figlio di “Banana”, ha assunto il ruolo di referente per l’eroina.

L’eroina arriva in grossi quantitativi da Cassano, dove viene importata da F. S., da L. A. figlio di Dentuzzo ed un parente di quest’ultimo che è persona grossa, dal viso scuro, dai capelli rasati. Che ho incontrato più volte ma del quale non ricordo il nome. In più occasioni, ho incontrato F. S., L. S., L. A. e questa persona della quale non ricordo il nome, a casa di Rango, dove abbiamo discusso dei traffici di stupefacenti del tipo eroina.

Il prezzo oscilla tra le 10/11/12 euro al grammo. I pagamenti avvengono, solitamente, contestualmente alla consegna, oppure in conto-vendita. Con gli italiani noi zingari cosentini abbiamo di recente raggiunto un accordo relativo alla gestione della cocaina. Gli italiani non si sono mai interessati all’eroina che hanno sempre lasciato gestire agli zingari. Gli stessi italiani non sanno che noi zingari cosentini prendiamo una “sala” mensile dei proventi dello spaccio di eroina.

Per “sala” intendo una parte dei proventi dello spaccio di eroina al netto delle spese, cioè del costo dell’eroina da versare ai cassanesi, e dei costi per il trasporto, che veniva sempre effettuato dagli uomini di L. A. figlio di Dentuzzo e di F. S..

Noi zingari italiani ricevevamo mensilmente dai “Banana” circa 10.000 euro ed in cambio davamo loro una “sala” dei proventi delle estorsioni limitatamente agli incassi di Natale, Pasqua, Ferragosto. Per come ho riferito, i proventi delle estorsioni andavano a noi zingari nella misura del 40%, mentre il restante 60% andava agli italiani.

A dividere i proventi delle estorsioni eravamo, in parti uguali, le seguenti persone: io, Rango, E. S., Daniele Lamanna, G. P., F. B., L.I., A. C. Ciascuno di costoro, se libero, aveva una parte, ai detenuti spettava uno stipendio pari a 1.800 euro mensili. Oltre agli affiliati liberi, si calcolava una “sala” da dare ai “Banana” che si occupavano solo di eroina.

Per quanto concerne invece la marijuana valeva lo stesso discorso cioè veniva fornita ai cosentini dagli zingari cassanesi. Fino al 2012, la marijuana veniva gestita per conto nostro da F. D. L. , sebbene una parte consistente del mercato era fraudolentemente occupata da S. C. che, per questa ragione, subì l’incendio di un paio di autovetture. L’incendio venne ordinato da Rango che non so chi ha incaricato. La finalità dell’incendio era comunque quella di far assoggettare a noi S. C., cosa che puntualmente si verificò.

(1 – Continua)