Le cantate di Ernesto Foggetti: gli ultimi momenti di vita di Luca Bruni. La trappola

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Oggi vi proponiamo la versione integrale delle dichiarazioni di Ernesto Foggetti sugli ultimi momenti di vita di Luca Bruni. Ernesto racconta i motivi dell’eliminazione di Luca e come è avvenuta la trappola.

“… Confermo quanto dichiarato nel corso dell’interrogatorio del 16 settembre 2014 in ordine all’appuntamento con Luca Bruni il 3 gennaio del 2012. Concretamente, con Luca Bruni, con cui ero cugino, tenuto conto che le nostre madri sono sorelle, ho sempre avuto uno stretto rapporto affettivo tanto che ci sentivamo spesso, anche più volte al giorno.

Così abbiamo fatto il 3 gennaio del 2012 quando, la mattina, a seguito di un contatto telefonico, abbiamo concordato l’appuntamento per il pomeriggio dello stesso giorno; non avevamo però indicato il luogo dove vederci e tantomeno l’orario.

Il pomeriggio dello stesso giorno, intorno alle 16,15, ho chiamato telefonicamente Luca e gli chiedevo dove e quando vederci. Egli mi riferiva di trovarsi nei pressi del Time Out di Rende e, quindi mi diceva di recarmi vicino al cinema Garden dove ci saremmo subito visti.

In effetti raggiungevo il luogo dell’appuntamento immediatamente, tanto che giungevo sul posto accompagnato da Giuseppe Muto, intorno alle 16,30, a bordo di una Fiat Punto rossa che, all’epoca, avevo nella disponibilità. Qui subito dopo venivo raggiunto da Luca, che giungeva a bordo della sua BMW X3. Era da solo. Parcheggiava la macchina nei pressi e scendeva.

Con lui affrontavamo la vicenda dell’orologio, già ampiamente precedentemente argomentata e, nel contempo, mostrando evidente nervosismo, mi rappresentava che doveva, da lì a poco, incontarre Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti poiché quest’ultimi dovevano poi accompagnarlo ad un incontro organizzato da U. D. P. , al quale dovevano partecipare anche Lanzino e Presta, all’epoca latitanti, e Franco Bruzzese detto “ u schattaruso”, e Rango.

Questi sono i nominativi delle persone che Luca mi disse avrebbero partecipato all’incontro ma io, ritengo, che allo stesso, benchè non menzionato, abbia partecipato anche Ettore Sottile e ciò sulla scorta di quanto da me dallo stesso appreso durante l’incontro di cui vi ho riferito in cui, apparendo con gli indumenti e le scarpe infangate, testualmente mi diceva: “abbiamo fatto il porco”.

luogo

Sulla scorta di tale affermazione, ho fugato ogni dubbio circa la fine che aveva fatto mio cugino Luca: cioè essere stato ucciso e sotterrato in quanto evidenti, come detto, sugli indumenti di Ettore, tracce di tale evento. Tornando all’incontro con Luca del 3 gennaio 2012, vi ho riferito come lo stesso fosse particolarmente agitato e ciò sicuramente per il fatto che l’incontro a cui doveva partecipare era, in realtà, una trappola mortale.

Tale espressione, cioè che egli fosse consapevole che stava recandosi ad una trappola per lui letale è stata esternata esplicitamente da Luca tanto che, in tal senso, non riusciva a spiegare la posizione di Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti su cui riponeva estrema fiducia. Anche se con tale consapevolezza, maturata altresì da altri episodi immediatamente precedenti tra cui la mancata corresponsione degli introiti delle estorsioni nel periodo natalizio, nonché sui contrasti con Rango che avevano portato quest’ultimo ad essere pubblicamente schiaffeggiato da Luca, quest’ultimo mi riferiva che si sarebbe recato, in ogni caso all’appuntamento perché egli era un uomo d’onore e quindi mai si sarebbe sottratto dall’affrontare situazioni come quelle in cui si stava addestrando.
Non ricordo se nel frangente temporale tra la telefonata con cui veniva fissato l’appuntamento con Luca e l’effettivo appuntamento, abbia avuto qualche altro contatto con terze persone a cui ho riferito quello che stavo per fare.

Daniele Lamanna
Daniele Lamanna

Che vi fossero tensioni tra Luca e personaggi appartenti alle cosche federate dei Lanzino e del gruppo degli zingari, contrapposti, in qualche modo, alla cosca Bruni di cui io facevo parte, lo avevo appreso dallo stesso Luca, nei giorni precedenti, quando lo stesso mi esternava il fatto che “se lo stavano giocando per soldi”.

Luca, anche se cercava di esternare sicurezza per evidenziare il suo ruolo deliquenziale, in realtà appariva estremamente preoccupato per detta situazione. Ricordo che nel corso di un incontro presso il bar Top Flight di Cosenza, avvenuto negli ultimi giorni del 2011, Luca, nell’esternarmi sempre dette preoccupazioni, mi chiedeva 1000 euro proprio in considerazione che dalla bacinella comune delle cosche cosentine non era arrivato a lui quanto gli spettava quale provento delle estorsioni nel periodo natalizio.

Su ciò devo fare un inciso di mia conoscenza, proprio quale appartenente al gruppo dei Bruni. Le citate cosche Lanzino e degli Zingari avevano già deciso di chiudere ogni rapporto con noi Bruni, tanto che per le estorsioni di Natale 2011 a noi, quindi non solo a Luca ma attraverso lui a tutti gli altri del gruppo, non era pervenuto niente benchè, come avevo appreso incontrando, nello stesso periodo, a G. P., che era in possesso di una considerevole somma di denaro, lo stesso mi disse che “avevano già chiusi i conti” a riguardo, desumendo, pertanto che nulla avremmo quindi avuto.

Nel corso di un altro incontro precedente di un paio di giorni a quello sopra indicato presso il Top Flight, Luca, incontrato sotto casa mia, mi chiese se avevo la disponibilità di un appartamento dove doveva effettuare un incontro con Ettore Lanzino con cui, a suo dire, doveva discutere di determinate cose.

Proprio quanto appena detto mi porta a ritenere che, in effetti, i contrasti con le persone sopra menzionate si trascinassero oramai da qualche tempo e Luca stava, in qualche modo, cercando gli opportuni incontri, iniziati subito dopo la sua scarcerazione avvenuta nei primi giorni dello stesso mese di dicembre 2011…..
1- continua