Le cantate di Ernesto Foggetti: l’omicidio Martello

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Ernesto Foggetti racconta di omicidi, tradimenti e del perché del suo pentimento.

A.D.R. :- Ho deciso di collaborare con la giustizia, come già ho avuto modi di riferire in quanto già dopo la scomparsa di mio cugino Luca BRUNI avevo capito che su Cosenza stavano cambiando diverse situazioni e poiché ciononostante la mia giovane età ho già avuto diverse vicende giudiziarie, volevo decisamente cambiare vita e zona. Tant’è che già da qualche tempo mi ero spostato fuori Cosenza andando a vivere con la mia compagna.

In particolare, poco tempo dopo la scomparsa di BRUNI Luca, poiché io sono stato l’ultima persona a vederlo in vita prima che lo stesso venisse prelevato e fatto scomparire, venni avvicinato da Daniele LAMANNA il quale, a suo dire, poiché aveva saputo che io stavo andando in giro a chiedere notizie di mio cugino, e tra l’altro la sera successi va alla scomparsa di Luca io ero stato proprio a casa di Daniele LAMANNA a chiedergli notizie di Luca, mi invitava ad andarmene da Cosenza per non avere problemi personali. Per tali motivi quando sono stato arrestato nei giorni scorsi, la scelta di collaborare era stata già maturata da tempo.

A.D.R.:- Sono cugino di Michele BRUNI in quanto le nostre madri sono sorelle e nonostante la differenza di età sono sempre stato molto vicino a Michele come ai fratelli, e ciò anche durante i periodi di loro detenzione e di latitanza. Daniele LAMANNA ed il fratello Carlo LAMANNA li conosco da quando ero ragazzo, i predetti erano sempre vicino alla famiglia BRUNI in particolare legatissimi a Michele. Dopo l’omicidio del padre di Michele e dopo la detenzione dello stesso Michele si è verificato un avvicinamento tra il gruppo BRUNI inteso come Michele ed i fratelli Luca, Fabio, Andrea, con persone come i fratelli S. (M., L. ed E.), i R., U. M., noi della famiglia FOGGETTI ed altri al gruppo degli ZINGARI all’epoca capeggiati da Giovanni Abbruzzese, Franco e Riccardo BRUZZESE, Luigi BERLINGIERI, avvicinamento favorito proprio dai due fratelli LAMANNA che di fatto formavano un unico gruppo a quel punto.

Proprio in occasione della mia frequentazione con Michele BRUNI ho appreso dallo stesso di circostanze relative all’omicidio di tale Luciano Martello, consumato se non ricordo male nel 2003 nella zona del mare e precisamente a Fuscaldo nelle vicinanze di un ristorante e di un agriturismo.

Fu Michele BRUNI a raccontarmi che a seguito della nuova situazione che si era venuta a creare su Cosenza, egli si era avvicinato ai SERPA di Paola ed in particolare con SERPA Giuliano, SERPA Ulisse, G. G., S. N., M. A., P. B. di Amantea, F. T. di Fuscaldo ed altri, e per tale motivo era stato coinvolto direttamente da SERPA nell’omicidio di MARTELLO, che era un soggetto a loro contrapposto.

A questo proposito ero a conoscenza sempre per averlo appreso in casa di Michele Bruni che in quel periodo dovevano occuparsi anche del mantenimento economico di Mario, il quale era detenuto da diverso tempo e che era uno dei capi storici della famiglia SERPA.

Michele BRUNI, in quel periodo, per quanto ho potuto constatare di persona, reggeva gli equilibri interni alla famiglia SERPA dove vi erano contrasti tra alcuni di loro ed in particolare tra N. e Giuliano SERPA per la gestione dei soldi provento di attività illecite. Michele riusciva in questo suo ruolo a mediare le di verse situazioni. Mi è capitato di essere presente a discussioni .con Giuliano SERPA che lamentava il fatto che SERPA N. con i soldi aveva investito su Paola in attività commerciali, quali un albergo, così come in altre occasioni era SERPA N. a lamentarsi di SERPA Giuliano e Ulisse nonché G. G. perché a suo dire avevano giri autonomi.

In quel periodo ho conosciuto al lido di N. SERPA a Paola anche Livio SERPA, presentatomi da quest’ultima come il fratello e che era pure “vicino” a noi, ciò avvenne anche in presenza di M. A., altro soggetto a noi legato da molto tempo criminalmente. In altra occasione ho avuto rapporti personali con N. SERPA quando alla stessa rubarono un’autovettura BMW di colore blu notte, coupè, che successivamente le feci restituire da chi l’aveva rubata tale V. S. detto “VINNI”.

Tornando all’omicidio di MARTELLO Luciano, Michele BRUNI mi raccontò che a consumare il delitto furono i fratelli Carlo e Daniele LAMANNA, Luca BRUNI e Giovanni ABBRUZZESE come esecutori materiali. Mentre, U. M. ed Adolfo FOGGETTI, erano nella zona in appoggio ai killer con un’autovettura BMW della concessionaria BMW “EMME MOTORI” di Rende con insegna pubblicitaria sulla fiancata. Tale racconto mi fu fatto da Michele se non ricordo male nel 2008 nel periodo in cui lo stesso era latitante.