Le cantate di Marco Massaro: “Ecco perchè mi sono pentito”

Marco Massaro
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Marco  Massaro oggi spiega le ragioni che lo hanno portato al pentimento. Lui pensa che contro di lui sia stato ordito un classico pedi i gaddru. La paura di finire ammazzato, e la voglia di rifarsi una vita, lo hanno portato a collaborare con la giustizia.

“… La mia decisione di rivolgermi a voi per poter collaborare con la giustizia discende dal fatto che sono stato accusato dai miei complici nello spaccio di sostanze stupefacenti – di cui fra breve dirò – di essermi appropriato di un quantitativo di droga appartenente ad A.C., che è la persona che ci rifornisce dei quantitativi di droga che poi noi spacciamo.

E’ accaduto che circa dieci giorni addietro, quando A. C. era già stato arrestato e si trovava in carcere, io e G. Z. a bordo della sua motocicletta Majestic di colore beige, ci siamo recati presso le case degli impiegati postali che si trovano a Rende paese, per rifornirmi di stupefacenti a casa di A. C. Per entrare, G.Z. aveva le chiavi del magazzino dove A. C. custodiva la droga.

Dunque, dopo avermi detto di attendere al di là del cancello da cui si accede nell’area delle predette palazzine, si è recato, da solo, nel magazzino e ha preso lo stupefacente e me l’ha consegnato. Specifico che nella circostanza G. Z. mi ha dato mezzo chilo di hashish e 20 grammi di cocaina al prezzo complessivo di 1.500 euro per l’hashish e 1.300 per la cocaina, con l’accordo che avrei come al solito saldato il debito una volta venduto lo stupefacente al dettaglio, ma che questa volta avrei dovuto anticipare i tempi del pagamento, in quanto gli servivano i soldi per pagare gli stipendi agli altri componenti del gruppo. So per certo che A. C. è affiliato al clan Rango/Zingari e che all’interno di esso si occupa del traffico di droga di ingenti quantità.

Cocaina pippata

Aggiungo, però, che in seguito all’arresto della maggior parte dei componenti di detto gruppo criminale, A.C. attualmente agisce autonomamente, senza cioè dar conto ad alcuno del suo operato e pertanto incamerando direttamente gli introiti della vendita della droga.

Per come detto, G. Z. è uno delle persone di cui A. C. si serve per piazzare lo stupefacente. Ritornando alla vicenda cui sopra ho fatto cenno, il giorno successivo all’acquisto da parte mia dello stupefacente, con le su descritte modalità, G.Z. mi ha contattato dicendomi che dal magazzino dove lui e A.C. nascondevano la droga mancava un certo quantitativo della stessa, cioè due chili, e dunque mi ha accusato di essere l’autore del furto.

Pertanto mi ha intimato di pagare il corrispettivo dell’asserito ammanco che mi ha indicato in 6.600 euro; G.Z. ha aggiunto che se non avessi provveduto a farlo avrebbe posto in essere atti ritorsivi nei confronti miei e della mia famiglia. Questa circostanza mi ha dunque indotto a cercare una qualche forma di protezione perché temo che effettivamente sia G.Z. che A.C. possano dar corso alle minacce rivoltemi.

Inoltre, dopo attenta riflessione sono giunto alla determinazione che è giunto il momento di uscire in via definitiva dall’ambiente criminale in cui ho finora operato e ciò per resipiscenza che mi porta ad aspirare ad una futura migliore condotta di vita.

Fino a prima di maturare la mia decisione di collaborare con le forze dell’ordine, io, dopo aver acquistato lo stupefacente dal grossista provvedevo a spacciarlo, o attraverso la cessione diretta agli assuntori, oppure vendendone alcune quantità ad altri soggetti che a loro volta la spacciano al minuto.

La droga che da ultimo mi è stata ceduta da A. C. e da G. Z. l’ho ceduta a F. D. G. e ad una persona di Luzzi il cui nome di battesimo è A. Precisamente a F.D.G. ho dato 20 grammi di hashish ed altri 300 grammi della stessa sostanza li ho ceduti a A. di Luzzi, sul conto del quale non so fornirvi altre indicazioni, con l’intesa che i due acquirenti avrebbero dovuto provvedere al più presto possibile a darmi il corrispettivo in quanto avevo loro fatto presente che i soldi mi servivano per pagare il mio fornitore.

DROGA_Hashish4A tutt’oggi F.D.G. e A. di Luzzi non mi hanno dato alcunchè. Per quanto riguarda la cocaina, una parte, cioè 10 grammi, li ho ceduti, sempre a credito, a tale G. di circa 35 anni, abitante a Marano Principato, e altri 10 grammi li ho spacciati a singole dosi a vari assuntori, sempre nella zona di Marano Marchesato dove seguendo le indicazioni di G.Z. potevo spacciare stupefacenti indisturbato. Preciso che a più riprese, a far data dal mese di aprile dell’anno scorso, mi sono recato a Rende insieme a G. Z. per prelevare lo stupefacente. Inizialmente, però, venivo accompagnato sul posto da M. R. che abita a rende in c.da Nogiano. Successivamente a M.R. è subentrato G.Z….”.