Le grotte di Praia a Mare: dall’abbandono alla tutela. Italia Nostra protesta contro il Comune

Si è conclusa ieri sera a Praia a Mare l’iniziativa di Italia Nostra incentrata sulla Giornata dei Beni comuni.
Come si spiega in questa nota, si è parlato a lungo della messa in sicurezza delle bellissime grotte di Praia a Mare ma anche delle difficoltà frapposte dalla Pubblica Amministrazione
per la buona riuscita dell’evento.

Le grotte di Praia a Mare: dall’abbandono alla tutela e alla valorizzazione.

L’ampia falesia posta ad est dell’abitato di Praia a Mare racchiude un imponente sistema carsico rimodellato dal mare milioni di anni fa. Di esso fanno  parte la grande cavità della grotta del santuario della Madonna e le grotte Cardini, Ciaole, della Mina (Mommachicchio). “Tale sistema di grotte e cavità naturali costituisce uno dei principali palinsesti archeologici della costa tirrenica calabrese”. [1] (fotto 1 in basso: insieme della falesia e delle grotte)

Nel 1908 il parroco del Santuario  don Raffaele Giugni Candia così descriveva il sito nel Bollettino “Una Meraviglia-Un Santuario”:

“Oscure grotte s’internano nelle rupi a tergo dell’abitato;ma sono un incanto per le stalattiti e le stalagmiti che s’incontrano, s’ incrociano qui colonne, archi, cupole, fughe di porticati, meraviglie di prospettive, incantati edifici sotterranei, illuminati fantasticamente dalla scarsa luce esterna o dalle torce a vento portate dai visitatori. Più maestosa fra tutte è quella che antonomasticamente è detta la Grotta. Il bello della natura, manifestantesi splendidamente anche nell’ordito, qui trova la sua incarnazione. Si apre la Grotta nel monte Vingiolo, ed è una maraviglia ed un santuario; e perciò forma tutto l’orgoglio di questi primi figli della Calabria, ed insieme l’ornamento più bello della Diocesi di Cassano al Ionio.”

[1] Relazione scientifica DSR n. 32 del 18.03.2004

Tale sito rappresenta una eccellenza ed un punto di forza del nostro territorio considerato che “ l’area archeologica è parte integrante di un sistema naturalistico e paesaggistico di eccezionale pregio”.

Sotto l’aspetto religioso il complesso delle grotte è sede di un importante ed antico Santuario Mariano tra i più suggestivi della nostra Regione.

La grande Grotta della Madonna posta al di sopra dell’antica linea di costa ha consentito ad una comunità primitiva di numerosi elementi di sopravvivere e svilupparsi per circa 10.000 anni dal Paleolitico Superiore alla media età del bronzo. Infatti la  sequenza stratigrafica  pre-protostorica messa in luce proprio nella Grotta della Madonna di Praia a Mare è “tra le più importanti e ricche d’Italia”. Il deposito preistorico è stato indagato fino alla profondità di 8 metri in numerose campagne di scavi iniziate alla fine del 1959 e proseguite fino al 2008.

Lo scavo della vicina grotta Gardini condotto tra il 1965 ed il 1970 ha permesso di indagare un ricco deposito dell’Età del rame e del bronzo.

La grotta Cardini costituita da un diverticolo terminale di una più ampia cavità situata a fianco  della stessa falesia della Grotta della Madonna, ma a quota inferiore, è considerata per la grande quantità e qualità  dei materiali rinvenuti, alcuni importati dall’oriente Greco, sede di un culto o del capo tribù. Si ipotizza che in questa epoca  la comunità insediata nella grotta di Praia a Mare abbia intrapreso rapporti commerciali e culturali con i navigatori egei che si spostavano lungo le coste occidentali.

Va fatto ancora rilevare sotto l’aspetto naturalistico che sull’ampia falesia calcarea  crescono e fioriscono due endemismi che hanno degli aerali moto ristretti e che qui hanno trovato il loro ambiente favorevole: ci riferiamo alle piante di  Dianthus Rupicola (Garofano delle Rocce)  e di Primula Palinuri che figurano tra le specie di importanza comunitaria a rischio estinzione incluse nell’Allegato II della Direttiva Habitat relativa alla “conservazione degli habitat naturali e seminaturali della flora e della fauna selvatiche adottata dal Consiglio delle Comunità Europee il 21 maggio 1992. Inoltre tali specie sono state incluse tra quelle in via di estinzione  contenute nella Lista Rossa  della flora italiana redatta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare, dall’IUCN (Comitato Italiano dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e da Federparchi.

Oggi questo importante complesso appartenente al Santuario Madonna della Grotta ed alla proprietà  comunale, visitato già agli inizi del secolo scorso e prima ancora, è in grave stato di abbandono e di degrado fatta eccezione per la grotta del Santuario.

Erbacce, rovi, sbarramenti di vario genere rendono quasi  impossibile l’accesso ai luoghi.

A tale riguardo  si evidenzia che il sito in questione, è tutelato:

  • dalla Legge 1089 del 1939 come bene storico-architettonico per essere  testimonianza del passato;
  • dal DSR. n. 32 del 18/03/2004 come sito archeologico per essere sede di un’importante sequenza  stratigrafica con un vincolo diretto ed indiretto;
  • dal D.M. 16/02/1970 come bene paesaggistico ambientale per il contesto paesaggistico in cui si inserisce e per la conformazione delle rocce.
  • dal D.Lgs 42/2004 e s.m.i.
  • dal Quadro Territoriale Regionale per il Paesaggio, approvato dal Consiglio Regionale con Deliberazione 134 nella seduta del 01 agosto 2016.

E’ tempo che le Amministrazioni pubbliche che hanno la responsabilità dei luoghi  rivolgano la loro attenzione verso questo maestoso complesso, posto alle spalle del centro storico di Praia a Mare, che racchiude in sé fondamentali aspetti religiosi, archeologici, naturalistici e paesaggistici,  attraverso un progetto  che  recuperi e tuteli a pieno il bene culturale descritto e lo valorizzi al meglio anche per alimentare il Turismo delle Grotte capace di creare nuove opportunità per le attività del centro cittadino e per quelle che potrebbero svilupparsi nel centro storico.

Si chiede quindi a tale riguardo:

  • Che il sito venga adeguatamente tutelato nei modi e con gli strumenti previsti dalla legge nonché per assicurare al bene culturale il necessario spazio di valorizzazione e di adeguato godimento pubblico;
  • Che il comune di Praia a Mare stabilisca i termini di confine per demarcare la via pubblica oggi inaccessibile che porta  alle grotte .
  • Che il Comune di Praia a Mare, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Calabria di concerto con la Diocesi di San Marco Argentano-Scalea si adoperino per l’accessibilità e visitabilità dell’intero complesso religioso-archeologico-naturalistico e paesaggistico. L’intervento, con la richiesta di adeguati finanziamenti, potrà così assicurare la tutela, la messa in sicurezza e la valorizzazione di tale patrimonio.  Con un tale intervento il Complesso Carsico delle Grotte potrà essere  finalmente fruibile per visitatori che prediligono tali mete, tra cui studiosi, scolaresche, ecc.

Italia Nostra sezione Alto Tirreno Cosentino

14 maggio 2017, “Giornata Nazionale dei Beni Comuni”.

Malgrado gli ostacoli frapposti, una giornata di impegno

Ricapitoliamo brevemente i fatti:

1) In data 28 aprile 2017, la Sezione “Alto Tirreno Cosentino” di “Italia Nostra”, chiedeva al Comune di Praia, con più di  due settimane d’anticipo rispetto a quella di domenica 14 maggio, proclamata dalla stessa Associazione  su tutto il Territorio Nazionale  “Giornata dei Beni Comuni”, l’utilizzo di una piccola superficie ubicata sul Viale della Libertà in corrispondenza dell’Agenzia del Banco di Napoli, per potervi porre, soltanto per alcune  ore, un “gazebo” che potesse segnalare ai cittadini la sua presenza e le permettesse la distribuzione di alcune cartelle contenenti degli scritti riguardanti la necessità di valorizzare adeguatamente  la falesia delle grotte carsiche della Serra Vingiolo e la Grotta della Madonna di Praia  antistanti il centro storico.

2) In data 8 maggio, a distanza  di 10 giorni, e solo dietro esplicito sollecito, avvicinandosi la data del 14 maggio l’Ufficio della Polizia Intercomunale, mentre precisava alla nostra Associazione l’indisponibilità della superficie richiesta, “dirottava” le attività previste per il 14 maggio in Piazza della Resistenza, luogo che, come tutti gli abitanti di Praia sanno , essendo posto proprio al termine del Viale, in qualche modo “separato” da questo da alcune aiuole, e poi nemmeno sullo stesso asse di percorrenza, risente fortemente di una certa “segregazione”. Ed infatti i praiesi invertono sempre il senso del loro cammino, per ritornare indietro sui propri passi,  senza mai entrare in quella Piazza.

3) Interpretando la decisione presa  con sorpresa e delusione, e per evitare che questa si trasformasse, stando così le cose, in un vero e proprio ostacolo alla Manifestazione da organizzare, “Italia Nostra”  chiedeva, seduta stante di poter scegliere uno dei posti disponibili. Non venendo nemmeno questo accettato, lo stesso giorno 8 maggio, ha dovuto  inoltrare una nuova richiesta, chiedendo di utilizzare ancora una  volta un luogo che fosse da considerare più idoneo, indicandolo in quello spiazzo un po’ defilato che si trova sulla sinistra, guardando la facciata della Chiesa del Sacro Cuore, dove,  non avrebbe potuto dar “fastidio” a nessuno.

4) Ignorando completamente anche questa  richiesta, con nota consegnata a mano  venerdì 12 maggio alle ore 13,25 nella quale non vi è alcuna  spiegazione del diniego dello spazio  indicato da Italia Nostra, ancora una volta le viene  assegnato d’autorità  un’area non  richiesta ,    vicino a quella già precedentemente indicata di Piazza della Resistenza, e cioè quella parte  del Viale che si trova ancora in fondo allo stesso, in corrispondenza di alcuni esercizi commerciali (una pizzeria ed una giostra per bambini), con la raccomandazione di non intralciarle per nessun motivo!

A meno che non ci si voglia nascondere dietro un dito, come dalle nostre parti si usa spesso fare, purtroppo, tutto il tenore della vicenda indica per noi  una chiara, precisa cosa,  che si riassume  nella vana, ingiustificata decisione di ignorare ed escludere il più possibile da ogni attenzione e da ogni chiara visibilità un’Associazione come quella di “Italia Nostra”, che ha da sessant’anni l’unico riconosciuto ed universalmente apprezzato scopo di vigilare sui Beni di ogni tipo del nostro Paese, salvaguardandone la conservazione e promuovendo il loro corretto utilizzo e la positiva valorizzazione.

Va subito e chiaramente precisato, dunque, e proprio in occasione del 14 maggio 2017, “Giornata dei Beni Comuni” di “Italia Nostra”, che la scrivente Associazione si riserva innanzi tutto, dal canto suo, di difendersi  con ogni mezzo possibile da comportamenti tanto poco edificanti.

Ma essa intanto vuole esprimere comunque, immediatamente, a caldo e con chiarezza il suo dispiacere per tali comportamenti e dichiara  di non voler affatto abbassare la testa e nascondersi nella riservatezza e nel silenzio.

Al contrario, essa grida forte la sua condanna verso chi pretende di sottovalutare la Bellezza ed il Pregio di certi nobili ed essenziali Valori materiali e morali, pretendendo, con questo, di ostacolare  la libertà di chi li proclama.

Italia Nostra non si lascerà mai né  intimidire ne’  prevaricare e saprà reagire contro ogni tentativo  di porla in posizione defilata ed il più possibile inconsistente ed innocua, ma continuerà, come sempre, a fare il suo dovere.

“Italia Nostra”, Sezione “Alto Tirreno Cosentino”