Le guerra mediatica del Pd tra papponi e parassiti

Madame Fifì alias Enza Bruno Bossio
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Nel Pd calabrese è di nuovo guerra. Non solo tra i “big” (o presunti tali) del partito ma anche e soprattutto tra coloro che formano il “codazzo”: amici degli amici, papponi in ordine sparso, giornalisti (che tanto la differenza è minima) e naturalmente editori.

Qualche mese fa le truppe cammellate di Madame Fifì alias Enzuccia alias Enza Bruno Bossio erano incarognite contro Paolo Pollichieni (e quindi contro il suo editore occulto Marco Minniti) per le vicende legate allo scandalo di Rimborsopoli e al tentativo (ancora in corso) di eliminare gli adamitici dalla corsa al potere e alle poltrone. E giù legnate di malamorte attraverso gli indiscussi media di riferimento di Madame Fifì: la tv LaC e il quotidiano Il Garantista, i cui “numeri uno” Pasquale Motta e Piero Sansonetti sono a completa disposizione della “megera” cosentina. Con risposte “di mortaio” di Pollichieni e della sua banda.

Ristabilito un minimo di quiete vivere, si è poi passati al fronte sanità. Ed Enza, che non è stupida, ha usato Adriano Mollo e Il Quotidiano della Calabria per menare fendenti ai potentissimi iGreco. Che, dal canto loro, si sono difesi minacciando querele, risarcimenti danni e compagnia bella.

Ferdinando Aiello
Ferdinando Aiello

Ora il pomo della discordia è diventato Ferdinando Aiello, deputato renziano che a Cosenza ha lasciato “campi di battaglia” dappertutto e che è incappato nella gogna mediatica della televisione di Enza. Apriti cielo!

Ferdinando, che di comunicazione è davvero poco esperto, si è incazzato come una iena e ha dato il via (anche lui) alla solita tiritera di denunce. Pasquale Motta, proprio ieri, ha reso nota la denuncia di “Ferdi” e ne ha approfittato per assestargli qualche altra randellata in ordine sparso.

Ma Aiello, tra i suoi protettori, non ha soltanto Matteo Renzi e la sua più alta espressione cosentina ovvero Ernesto Carbone ma anche il gruppo dei cariatesi, pardon iGreco, con i quali fa affari d’oro e con i quali è legato ormai da sinceri sentimenti di amicizia. E stamattina, incredibile ma vero, anche il giornale dei cariatesi, “La Provincia”, si sbilancia in una timida difesa di Aiello, alludendo e facendo ironia sugli editori liberi e quelli “a piede libero”. Con riferimento, neanche troppo velato, ai problemi giudiziari di Nicola Adamo.

Bene, anzi male. Quale credibilità possono avere questi giornalisti che intervengono nelle diatribe dei loro “padroni” facendo finta che il sistema dell’informazione sia pulito e leale? Nessuna. Però loro scrivono (sotto dettatura) e si sentono anche grandi professionisti… Tanto, alla fine del mese, i loro conti correnti vengono alimentati da questi papponi della politica, che continuano a rubare e a far finta di farsi la guerra. Per giocare e far giocare questi “parassiti”.

Che tristezza!