Le inchieste di quel camuffo di un Cozzolino

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Ma in tutto questo, quel marlonbrando di Cozzolino che fine ha fatto?

Noi siamo sempre in attesa della sua famosa “retata” contro il narcotraffico cosentino. Oramai lo sa tutta la città che da tempo è impegnato a seguire questo filone.

Scrivevamo così il 15 ottobre scorso. La (triste) realtà si è materializzata con la tragicomica operazione Factotum. E per capire meglio di che si tratta vi invitiamo a leggere il resto, scritto quasi un mese fa. 

Nonostante la segretezza con cui lavora, la riservatezza nel predisporre le indagini, il riserbo a cui è votato, qualcosina, ma proprio pochissima roba, è riuscita a trapelare. Anche perché dopo aver chiamato in tribunale 1643 persone, tra di loro molti ultrà, come persone informate sui fatti, qualcosina, ma proprio qualcosina, in termini di riservatezza dell’inchiesta, gli è scappata di mano.

Praticamente ha chiamatu tuttu Cusenza.

Quell’anchorman di un Cozzolino è uno che va giù duro nelle sue inchiesta. Non si ferma davanti a niente. Infatti le 1643 persone da lui convocate sono state tutte sottoposte al suo famoso interrogatorio.  E si sa che quel torchiatore di un Cozzolino non molla facilmente la presa. Se gli capiti sotto e sei colpevole, non c’è scampo.

In un modo o nell’altro, prima o poi, ti becca. I tanti che sono passati dal suo ufficio in questi ultimi mesi hanno raccontato di un PM severo, ligio al dovere, e determinato ad andare fino in fondo per scoprire la verità ed arrestare i colpevoli.

A tutti ha mostrato delle foto in cui sono ritratti ragazzi che secondo lui gestiscono il traffico di droga in una determinata zona di Cosenza. La domanda era (molti dei chiamati a visionare le foto sono parenti, amici, compagni di quartiere dei ragazzi mostrati in foto e dunque da tutti conosciuti): senta lei, conosce questo tipo?

Quel trombone di un Cozzolino
Quel trombone di un Cozzolino

In molti hanno risposto di si per la ragioni di cui sopra. Lei lo sa che questo vende la droga? Certo che no, hanno risposto tutti. Allora lo sa cosa le dico? Cosa mi dice? Si trovi un buon avvocato perché tra poco le servirà.

Ovviamente la prima cosa che hanno fatto tutti, appena usciti dal suo ufficio, è stata quella di informare i sospettati segreti di quella faina di un Cozzolino.

Ora, prima di ogni altra cosa bisogna chiarire che i ragazzi che quella vecchia volpe di un Cozzolino sospetta gestiscano un traffico di droga in una determinata zona della città, tutto fanno tranne che spacciare.

Al massimo si fanno qualche canna e se la passano come tutti. Ma mettiamo  per assurdo che quelli mostrati in foto fossero stati veri spacciatori, dopo la geniale trovata di quell’ alibabà di un Cozzolino di convocare i loro compagni e amici per chiedergli se i loro amici spacciano, a quest’ora avranno di sicuro fatto sparire ogni “prova”.

Ma  quel canguro di un Cozzolino è sicuro di se e sa il fatto suo. La procura ha deciso che una ripulita se la deve dare, e perciò gli hanno affidato questa inchiesta. Gli hanno detto: vai in quella zona della città che c’è un gruppo di ragazzi che si fa le canne, li trasformi in una falange armata del narcotraffico internazionale, li arresti tutti, e così fai una bella figura. E tutti diranno: lo vedi a Cozzolino come si impegna, altro che le chiacchiere di quelli di Iacchite’!

Magari in tutto questo interrogare, arrestare, indagare, qualche minaccia alla sua persona ci scappa, qualcuno che gli spedisce un proiettile ci può stare, qualche letterina anonima qualcuno la può sempre scrivere, e finisce che gli diamo pure la scorta. Così la figura di magistrato impegnato a sconfiggere e a lottare ad armi impari, ma sempre con coraggio e sprezzo del pericolo, contro la potente organizzazione di ‘ndrangheta, è completa.

Da un po’ di giorni a questa parte gira forte la voce che quel segugio di un Cozzolino sia arrivato alla battute finali di questa sua segretissima e pericolosissima inchiesta. E tutto l’apparato giudiziario ferve di preparativi.

Per l’occasione si dice che sarà mobilitato a supporto delle forze di polizia, anche un battaglione corazzato dei Marò. E se poi non riesce, come è altamente probabile, a portare a termine nemmeno questa finta inchiesta, mi sa che è la volta buona che nella procura di Cosenza di lui, ovvero di quel fenomeno di un Cozzolino, non ne sentiremo più parlare.

E fussa ura.

GdD