“Le vostre guerre, i nostri morti. Basta guerre, basta Nato”. Il corteo di Firenze

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Manifestazione contro il vertice Nato di domani: circa 300 persone hanno partecipato alla manifestazione contro la due giorni di lavori che prenderà  il via domani a Palazzo Vecchio e che vedrà l’Assemblea parlamentare dell’alleanza atlantica affrontare temi legati al Mediterraneo e al Medio Oriente.

Durante la manifestazione, promossa dall’Assemblea fiorentina contro il vertice Nato sono stati accesi alcuni fumogeni ma non si sono verificati particolari disordini. All’evento hanno aderito esponenti di Sel, Rifondazione comunista, del gruppo per Unaltracittà, studenti dei collettivi medi e universitari, rappresentanti del mondo dei sindacati ed esponenti della sinistra antagonista cittadina e toscana.

“Le vostre guerre, i nostri morti. Basta guerre, basta Nato”, e’ questo lo striscione che ha aperto il corteo che da piazza dell’Unita’ ha raggiunto piazza San Lorenzo. Da li’ in piazza Duomo, piazza Repubblica, piazza Strozzi per poi tornare nuovamente al punto di partenza. Una sorta di ovale in pieno centro storico che tuttavia non è passato per piazza della Signoria, sede del Comune e cuore del vertice. Per i manifestanti, scortati da polizia e carabinieri, “gli attentati di Parigi hanno rafforzato i contenuti della nostra protesta, convocata prima delle stragi: noi non ci possiamo assolutamente arruola in questa guerra, ne’ difendere le istituzioni che sono direttamente complici del terrore, in Francia come in Turchia“.

I manifestanti hanno intonato slogan contro la Nato e contro il premier turco Erdogan. Sventolate bandiere della Palestina dei sindacati di base, di Rifondazione comunista e del Partito comunista. “Scendiamo in piazza per riflettere in modo differente sulle problematiche internazionali”, ha dichiarato il consigliere comunale del gruppo Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi. “Siamo tutti toccati dai fatti di Parigi – ha continuato -, in piazza è scesa quella parte della città che non crede che l’unica risposta possibile siano le guerre e i morti”.

La Nazione

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