Legambiente e la Sila: “Questo non è il Parco che vogliamo”

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La campagna “Vivere i Parchi” di Legambiente conclude la settimana dei Parchi in Sila.

UNA SPLENDIDA GIORNATA ACCOGLIE GLI ESCURSIONISTI ALLA SCOPERTA DELLA NATURA SILANA, MA NON E’ MANCATA LA SORPRESA DI ALCUNE MOTO CHE SCORAZZAVANO SUI SENTIERI

E’ stata una splendida giornata quella che ieri ha accolto in Sila un nutrito gruppo di escursionisti e appassionati della montagna provenienti da tutta la regione che, accompagnati da Antonello Martino guida Aigae e sotto la supervisione di Carmen Gangale dell’orto botanico dell’Unical, hanno potuto ammirare le fioriture ed i paesaggi silani in questo momento rigogliosissimi.

Dopo una lunga escursione che ha percorso il sentiero che porta da Fallistro alle pendici di Monte Curcio a quasi 1.700 metri, sono state osservate le sfagnete delle torbiere del Macchione di Monte Curcio sito di importanza comunitaria.

Le torbiere sono ambienti umidi presenti in aree caratterizzate da eccesso di acqua, siano esse sponde di laghi e fiumi o superfici piane e versanti ove scorre un sottile velo d’acqua. La vegetazione è costituita in prevalenza da specie igrofile (sfagni, muschi, ciperacee e graminacee) che, con le loro parti vegetative morte, danno origine ad un deposito organico detto torba.

Gli sfagni sono delle formazioni appartengono all’unico genere Sphagnum che comprende oltre 200 specie di cui 24 presenti anche in Italia.

“Ambienti estremamente delicati che necessitano di una particolare cura ed attenzione dove anche il semplice calpestio, se non regolamentato, può provocare danni. Per questa ragione siamo rimasti senza parole, ma non certo meravigliati, quando abbiamo visto un gruppo di centauri che scendeva dalle pendici di Monte Curcio e attraversava il sentiero che costeggia il Macchione.

Trovare quad, moto o fuoristrada che attraversano i sentieri solitamente adibiti alle passeggiate non è una novità – ha commentato Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Leganbiente – come non è una novità che tutte le nostre denunce rimangono senza una risposta da parte delle forze dell’ordine che devono presidiare il territorio ma soprattutto non ottengono nessuna azione preventiva e di tutela da parte dell’Ente parco preposto alla tutela del territorio.

Per non parlare dei ripetuti rave party che avvengono in Sila e che nonostante le nostre denunce, l’ultimo caso la scorsa settimana, niente cambiano. Siamo di fronte ad un Ente Parco che alla conservazione della natura antepone le passerelle e le chiacchiere su modelli di gestione vuoti e privi di efficacia. Più che conservazione della natura in Sila si attua il modello della conversazione attorno alla natura. E’ ora di cambiare perché questo non è il Parco che vogliamo”.

La giornata si è conclusa con una visita alla riserva naturale dei Giganti di Fallistro, dove si sono potuti ammirare i maestosi Giganti della Sila.