Lettere a Iacchite’: “Corigliano-Rossano, festa in villa: il prefetto e gli impresentabili”

A una decina di giorni di distanza, la notizia della festa in villa a Corigliano che mescolava insieme il meglio del meglio della borghesia corrotta dello Jonio ancora fa discutere. Le foto dai social sono sparite, chiaramente, nessuno osa fiatare ma da quello che ci risulta il prefetto si è preso un sonoro cazziatone e d’ora in poi la sfacciataggine sfoderata alla fine di agosto è diminuita parecchio. Sappiamo bene che riprenderà appena si saranno calmate le acque ma nel frattempo “cavalchiamo” la tigre, eccome se la cavalchiamo!

La Festa in Villa a Corigliano… il Prefetto insieme agli impresentabili

Egregio Direttore,

siamo un gruppo di cittadini di Corigliano-Rossano (Cosenza) disgustati dalla pubblicazione in rete di alcune foto (profilo facebook Francesco Verardi) che ritraggono una “festa di fine estate” che si è svolta il 30 agosto nella zona montana di Corigliano, Piana Caruso. Una festa che viene organizzata ogni anno da Francesco Trebisonda, direttore generale AON, che ogni anno vede mangiare e brindare insieme massoni, politici, giudici, imprenditori…. Di tutto e di più!

Quest’anno si è superato a nostro parere il limite e intendiamo portare tutto a conoscenza dell’informazione regionale e nazionale. Una festa organizzata in onore del neo prefetto di Cosenza Paola Galeone (già nota da queste parti per essere stata commissario dopo la fine della giunta Straface), con tanto di torta con simbolo della nostra Repubblica e dicitura della Prefettura, alla presenza del presidente della Corte d’Appello di Catanzaro Domenico Introcaso, di giudici di Tribunale e del Tar, esponenti dell’Opus Dei e del Grande Oriente d’Italia.

In una delle foto (quella che abbiamo messo in copertina, ndr) c’è forse la scena più grave. Il prefetto al centro e alle sue spalle, alla sua sinistra, in giacca chiara e occhiali, l’imprenditore Pietro Paolo Oranges, da qualche giorno uscito dagli arresti domiciliari e prossimo al rinvio a giudizio perché al centro di una maxi inchiesta del luglio scorso avviata dal procuratore Facciolla sugli appalti nel comune di Corigliano con un altro imprenditore, Damiano Perrone, tuttora agli arresti domiciliari col figlio.

Ma chi è il padrone di casa Francesco Trebisonda? È dirigente del gruppo AON, la multinazionale americana che si occupa di brocheraggio assicurativo.

Nel 2000 inizia la sua collaborazione con il colosso multinazionale americano AON attraverso un modesto contratto di segnalatore di clienti, trasformatosi nel corso degli anni in rapporto di Consulenza, CoCoCo, CoCoPro fino a diventarne dirigente e branch manager di area. Il Gruppo AON è leader mondiale nei servizi di risk management, di intermediazione assicurativa e riassicurativa e nella consulenza aziendale e per le risorse umane. Quotata al mercato azionario americano con oltre 61.000 dipendenti e 600 uffici in 120 paesi del Mondo.

In Calabria Aon è leader incontrastata nel settore del brokeraggio assicurativo, presente sull’intero territorio con due uffici (Corigliano Calabro e Reggio Calabria), annovera tra i suoi clienti l’Amministrazione Regionale, le Provincie e i Comuni più importanti, Enti e Società pubbliche, nonché le maggiori Aziende e Gruppi industriali privati.

Oggi è venerato per il suo ruolo romano ma questi link spiegano il suo ruolo (fino a qualche anno fa era titolare di un negozio di ricambi auto..) in una vicenda di presunte mazzette. Nel 2006 infatti i media si sono occupati di lui perché sarebbe stato il tramite di una sedicente società per non meglio specificati movimenti finanziari nei quali sarebbero stati coinvolti anche l’allora ministro Pecoraro Scanio e il suo fiduciario calabrese Diego Tommasi. Se ne occupano in molti, anche Dagospia. Insomma, non siamo certo davanti ad una persona “trasparente” in casa della quale si dovrebbe far vedere un prefetto della Repubblica…

http://www.ilcrotonese.it/centrale-di-scandale-fax-le-richieste-di-mazzette/

http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000000181248

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/barletta-dichiara-guerra-parigi-pecoraro-fax-misterioso-7964.htm

Ma alla gran festa in onore del prefetto sono tanti i personaggi politici e borderline presenti in un clima classico da prima Repubblica e senza nessuna cautela. Una sorta di prova di forza.A partire da uno dei politici più impresentabili della Calabria, il generale Giuseppe Graziano (a caccia di candidature come un lupo famelico),immortalato con il capo dell’Opus Dei della Sibaritide Cosimo Mosaico; l’avvocato Minnicelli, alto esponente del Grande Oriente d’Italia; l’avvocato Pasquale Pellegrino, ex presidente del consiglio comunale di Corigliano sciolto per infiltrazioni mafiose sotto la sindacatura di Pasqualina Straface e tantissimi altri.

È mai possibile che alti rappresentanti delle istituzioni siedano e mangino insieme a gente indagata, arrestata e protagonista di scandali di neppure un mese fa come quello sull’edilizia a Corigliano scoperchiato dal procuratore Facciolla e con personaggi legati ad organizzazioni massoniche? A Voi il giudizio. Vostri lettori, con stima.