Lettere a Iacchite’: “Cosenza, tra puttane e prostitute”

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Su puttane e prostitute si potrebbero scrivere centinaia di trattati di sociologia.

È noto che mentre la prostituzione è uno stato di costrizione se svolta per le strade, il puttanesimo è una condizione di libertà esistenziale. È qualcosa che afferisce al libero arbitrio, insomma.
A Cosenza, oltre venti anni fa, fece scalpore la scoperta di una “casa chiusa” frequentata da signore in carriera alla ricerca di emozioni.
C’erano  la famosa (mai sinonimo fu  più azzeccato. …) moglie avvocato di un noto avvocato, la coniuge di un altrettanto noto poliziotto e tante altre donzelle eccitate al solo pensiero di vendersi a ignoti.
Una perversione nemmeno tanto originale, visto che a Treviso (Petri docet) queste cose accadevano già negli anni Sessanta.
Ebbene, l’ipocrisia tipica delle città di provincia porta ancora oggi a gridare allo scandalo dinanzi a quelle poche signore (loro sì, tali) che praticano la “professione” alla luce del sole mentre le puttane che uscivano dalle case chiuse oggi firmano importanti ricorsi legali e addirittura parlano di famiglia!
Capite perché non ci salveremo mai? Ignoranza e falsità la faranno sempre da padrone.
Lettera firmata