Lettere a Iacchite’: “Cosenza, un vigile urbano mi ha aggredito senza motivo”

Egregio Direttore,

alle ore 12,40 di ieri 13 febbraio 2019, mi sono recato presso la polizia municipale del Comune di Cosenza per richiedere spiegazioni in merito ad un esposto fatto dal sottoscritto in data 25/01/2019 per abusi edilizi commessi e che si continuano a commettere in un condominio che rappresento come amministratore condominiale.

Mi veniva riferito che l’orario di ricevimento era scaduto alle ore 12,30 per cui non era possibile accedere agli uffici preposti. A seguito di mia insistenza mi veniva riferito che i colleghi addetti all’edilizia non erano in ufficio perché svolgevano lavoro di presidio davanti alle scuole.

Mentre esponevo il mio disappunto, evidenziando che qualcosa non funzionava bene se gli addetti agli uffici di edilizia, che per una città come Cosenza rivestono un ruolo di importanza estrema, dovendo assicurare una presenza continua per un pronto e vigile intervento, un vigile che rientrava in quel momento si rivolgeva con modi sgarbati nei miei confronti. Allo stesso riferivo che non stavo interloquendo con lui, bensì con i suoi colleghi.

Di tutta risposta il suddetto mi metteva le mani addosso spingendomi verso l’uscita perché era quasi l’una e gli uffici erano chiusi. A niente sono valse le mie proteste per non farmi mettere le mani addosso, ma lo stesso alla presenza dei colleghi, alquanto numerosi ed inermi, continuava a strattonarmi per portarmi fuori dell’entrata degli uffici e con la minaccia che mi avrebbe arrestato.

Solo l’intervento di altri vigili, accorsi a seguito delle mie urla, hanno fatto desistere l’aggressore dal mantenermi le mani addosso ed alla mia lamentela che un rappresentante dello stato, in divisa, non poteva comportarsi così, lo stesso mi gridava che se avessi aspettato fuori si sarebbe tolto la divisa e sarebbe uscito.

Alla mia richiesta di conoscere gli estremi identificativi del vigile che mi ha aggredito nessun altro dei vigili presenti me li ha voluti fornire.

Mi chiedo, Direttore, se è mai possibile che un libero cittadino che si reca negli uffici della polizia municipale, luogo che dovrebbe rappresentare la sicurezza e la tranquillità per tutti quelli che vi accedono ed il pieno rispetto della legalità, rischia di essere malmenato da chi indossa una divisa e che dovrebbe rappresentare il riferimento legale per la sua sicurezza ed incolumità.

Mi chiedo, inoltre, se tali atteggiamenti di arroganza sono solo responsabilità di pochi oppure è proprio una chiara politica comportamentale dell’organo di polizia municipale, che in tal caso rappresenterebbe un serio rischio per tutta la cittadinanza.

Roberto Benevento