Lettere a Iacchite’: “Ha vinto il re, evviva il re!”

Gentile Signor Carchidi,

deve convenire con me che tutti i suoi articoli pubblicati su “Iacchitè”, aventi per oggetto la disamina dei personaggi che si sono proposti per essere eletti a sindaco di Cosenza non hanno raggiunto alcun risultato stando l’esito delle elezioni appena concluse.

Alcuni suoi articoli che, ritengo, abbiano avuto un fondo di verità, sono scivolati sulla pelle degli elettori cosentini i quali era impensabile cambiassero opinione dopo la precedente amministrazione che è stata piena di elargizioni.

Ma io  mi chiedo: per praticare questa politica è stata rasentata mai l’illegalità?

Penso proprio di si, è impossibile accontentare tutti se non si seguono scorciatoie che la legge non prevede.

Ma cosa vuole che sia, per molti dei nostri concittadini, se i propri  amministratori perseguono i loro scopi attraverso pratiche non proprio lineari? L’interessante è che la torta venga suddivisa in modo proporzionale per accontentare tutti, anche l’ultimo degli ultimi, al quale fare arrivare anche una briciola della torta stessa. Anche lui sarà contento e lo dimostrerà facendo il proprio dovere di elettore.

Caro amico, mi conceda questa licenza, così va la vita. In un tempo non molto lontano si operava in uguale misura, ma nessuno dico nessuno è andato a scoprire se tutte le opere eseguite sono state realizzate per il bene comune o per interessi singoli o di partito.

Il tempo è trascorso ma la musica è sempre la stessa, suonata verso un pubblico che è diverso per ragioni anagrafiche ma che è sempre ben disposto ad ascoltare solo questa musica.

La gente ha apprezzato colui che fa ma non ha certo scandagliato perché fa, come fa e a chi possa giovare il suo fare, pertanto cosa fatta capo ha.

Evviva il re.

ascecastSi immagini lei, se potesse ritornare in vita Ruggero II° di Sicilia, che alla vista dell’ascensore ubicato nel suo Castello Svevo pretenderebbe di conoscere immediatamente l’autore di tale misfatto che ha deturpato per sempre la storia di questa imponente struttura che domina la città dall’alto.

Sono sicuro che dopo avere somministrato la punizione dovuta (all’epoca taglio della testa) ritornerebbe velocemente nel suo sepolcro.

Ma ai cosentini non importa nulla di tutto questo, c’è un nuovo ascensore da usare.

Ma dove?  Che ci importa, tanto è moderno.

Auguri al nuovo re, prepariamoci a sopportare qualche altro disagio perché, da qui a poco, Cosenza diverrà tutto un cantiere con la speranza che questo risveglio ci consegni una città più bella sotto tutti gli aspetti sociali, civili, educativi e consenta al manovratore di porre la sua attenzione alla illegalità perpetrata, quale quella di avere consentito ad un privato di costruire su un marciapiede pubblico.

Nella vita c’è sempre un momento di ravvedimento anche per i peccati che interessano la rettitudine, l’onestà e la trasparenza amministrativa.

Speriamo che ciò avvenga.

Cordiali saluti.

Lettera firmata