Lettere a Iacchite’: “Il curioso caso del turismo in Calabria”

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Tutti se ne riempiono la bocca di rilancio del turismo quale fonte determinante per il rilancio e lo sviluppo dell’intera Regione, poi aspettiamo l’alta stagione per denunciare, come se fossero novità, il mare inquinato, le ore di attese sotto il sole all’aeroporto di Lamezia, che dovrebbe essere il nostro fiore all’occhiello, l’aeroporto di Reggio che viene sostenuto come un malato terminale e l’aeroporto di Crotone che ha una società fallita tanto da far intervenire la magistratura,

In Calabria tutto è  “un colabrodo“ che dura decenni.

aeroporto-07282016-100458Su tutto questo ci sarebbe da scrivere una enciclopedia: sulle incompiute, sulle inefficienze, sulla improvvisazione e sull’incapacità.

Intanto i dirigenti responsabili al Turismo della Regione Calabria sono sempre gli stessi, il consigliere del Comune di Lamezia si dimentica o trascura che il suo Comune è azionista di maggioranza della società di gestione dell’aeroporto che sostiene un  Presidente e tutta la sua dirigenza indagati dalla finanza.

Il commissario Anastasi e Palla Palla
Il commissario Anastasi e Palla Palla

Una Regione con tre aeroporti, tre società con altrettanti gruppi dirigenti strapagati, provate a chiedere stipendi, indennità e accessori, provate a  fare il paragone con altre regioni sia in termini di numero di società che in stipendi.

Dimenticavo, la segnalazione fatta da Sgarbi per le tariffe Alitalia è una dinamica tariffaria uguale a tutti i vettori aerei e in tutti gli aeroporti, quella invece che è unica è la personalizzazione  dei  due aeromobili con i bronzi di Riace che non ha prodotto alcuna crescita se non quella del riempimento della casse di Alitalia.

Mi scuso per la frammentarietà e il disordine delle considerazioni, ma gli argomenti sono tanti e tali che descriverli è complicato e difficile specialmente a chi non è abituato, ma ritengo che tutti i calabresi sono stanchi di sentire sempre le stesse cose e sempre e solo nello stesso periodo.

Se si vuole cambiare si può, ma bisogna fare un salto di qualità e culturale che sia praticamente rivoluzionario rispetto a quanto fatto fino ad oggi.

G. Salermo