Lettere a Iacchite’: “La grande truffa di Farmaeko: vi racconto la mia esperienza”

Partiamo dall’inizio: 40 anni 2 figli un marito in mobilità un mutuo… e così il mio oracolo sono diventati i vari siti che pubblicano offerte.

L’11 febbraio 2016 trovo questo annuncio:

01/02/2016 – FarmaEko ricerca COLLABORATORI per i Comuni di MENDICINO, CASTROLIBERO e SAN GIOVANNI IN FIORE, facenti parte della Provincia di Cosenza.
Si ricercano persone fortemente motivate a lavorare attivamente, a conoscere profondamente i prodotti ed i servizi e ad ascoltare attentamente i clienti in ogni loro esigenza.
Anche prima esperienza. È richiesto il Diploma di scuola superiore, la Laurea in Farmacia avrà un punteggio maggiore.
Per candidarti invia il tuo Curriculum Vitae all’indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Penso, vai ho svoltato. È vero, non sono laureata ma l’annuncio non mi esclude quindi tento. Vado sul sito, leggo il progetto, valorizziamo i giovani, assunzioni a tempo indeterminato, processo di selezione tramite concorso con attribuzione di punteggio tutto pubblicato, siamo trasparenti, siamo meritocratici, mi dico FINALMENTE LA CALABRIA CAMBIA!

Ci voglio credere, mi registro sul loro form chiedendo informazioni, il 12 mi rispondono di mandare curriculum perché mi avrebbero ricontattata a strettissimo giro. Il 13 mando curriculum, il 16 alle 18 mi chiamano per fissare il colloquio. Ore 10 giorno 17 presso punto vendita di Rende. Vado piena di entusiasmo. Mi raccomandano solo di portare copia del documento di identità. Il colloquio è una chiacchierata con una giovane ragazza entrata da meno di 20 giorni in azienda che ha superato il mio stesso iter selettivo e che ora gestisce un punto vendita aperto da meno di un mese. È già una TUTOR dei corsisti, ben presto se mi impegno farò parte della famiglia Farmaeko.

Mi chiede se conosco il progetto, le dico di sì e allora riempiamo il questionario. Mi chiede dove abito, quanti siamo in famiglia, se abitiamo vicini, se siamo uniti, se ci frequentiamo, quanti amici ho, se faccio vita sociale, se sono attiva sui social network (ma non serviva personale per una parafarmacia???)… andiamo  avanti!  Vuole sapere se conosco il significato di MERITOCRAZIA  e se so cosa voglia dire per l’azienda poi se sono disposta a lavorare per obiettivi settimanali e mensili. Insomma si parla poco delle esperienze precedenti ma molto della mia cerchia di amici e poi mi spiega che avrei dovuto seguire un corso di formazione di due giorni, superare un esame, una prova pratica di vendita dei prodotti e alla fine, se avessi raggiunto il punteggio minimo di 60 su 100 l’azienda mi avrebbe fatto un contratto di assunzione part time a tempo indeterminato. Sono gasata, ok dovrò studiare ma ce la farò, mi dovrò impegnare per stare nel negozio e mostrare che ci so fare con i clienti, la parlantina non mi manca se può fare.

Torno a casa, rileggo il regolamento e l’attribuzione del punteggio: mi preparo psicologicamente ad indossare un camice, non sono farmacista ma potrei magari poi iscrivermi all’università… squilla il telefono: sig.ra  congratulazioni lei ha superato il colloquio la attendiamo domani alle ore 9.30 per seguire il nostro corso di formazione che si terrà all’Italiana Hotel, domani e dopodomani quindi. Le abbiamo appena inviato una mail con i dettagli. Felicissima apro la mail e salto di gioia. Quasi non dormo la notte, forse è arrivata la svolta, se mi assumono rinegozio il mutuo e forse viviamo tutti meglio.

Giovedì 18 febbraio ore 9.30 arrivo in hotel. Saremo stati più o meno una trentina i candidati, io la più “anziana” l’atmosfera era tesa. Arrivano tre ragazze, le tutor, le neo assunte demandate a formarci (ma come? Lavori per loro da meno di un mese!!!). non siete in competizione fra voi, ci dicono. L’azienda deve prendere 300 persone e al momento siamo ancora una trentina quindi potreste entrare tutti…i coltelli fra i denti vengono nascosti!

Inizia una pseudo formazione che definire tale è un complimento. È tutto un parlare di come e cosa vendere ai clienti, come organizzarsi da sabato 20, da quando cioè dovremo iniziare a vendere il “paniere di prodotti” che l’azienda ci assegnerà come prova pratica da superare per accumulare da 0 a 45 punti (circa 600 prodotti dal costo che varia dai 10€ ai 40€ con un valore in termini di punteggio dallo 0.03 allo 0.16 ergo per ottenere anche solo 10 punti come minimo devi vendere € 2.000 di prodotti in 8 giorni perché hai tempo fino al 28 febbraio) che si sommeranno ai punti del test che andremo ad affrontare presso la sede amministrative dell’azienda che è a Catanzaro che invece si svolgerà lunedì 29 febbraio alle ore 15 che attribuirà da 0 a 35 punti (0.75 punti per ogni risposta esatta – 0.35 in meno per ogni risposta errata – 0 per ogni risposta non data) su 50 domande a risposta multipla. Che strano, il test vale meno della vendita!!

Il mio entusiasmo scema inevitabilmente ma non demordo. Ci offrono il pranzo, riprendiamo il corso, si parla delle linee cosmetiche, poi nuovamente dei punteggi.

Mi faccio due conti da regolamento:

  • 3 punti per il diploma
  • Da 6 a 8 per il colloquio (hanno detto che 9 e 10 non possono metterlo) diciamo 8
  • Se prendo il massimo ai test 35 sono arrivata a : 46 per arrivare a 60 ne mancano 14
  • Ci sono i punti tutor che sono 3 e me li danno in base a come mi organizzo e promuovo su facebook
  • E poi la pratica…quindi circa 11 punti devo fare quasi € 2.500 di vendita AIUTO!!!

Ci rifletto, intanto loro ti spiegano come vendere…. organizzatevi con parenti, amici, colleghi. Chiamate, fate riunioni, prendete gli ordini poi venite in negozio pagate i prodotti, li ritirate e li consegnate.

In pratica lavoriamo al posto vostro altro che promozione del marchio!

All’improvviso, colpo di scena…i punti tutor diventano altro. L’azienda organizza un fantomatico concorso di bellezza (Miss Farmaeko) e vuole che vendiamo i biglietti della serata finale di un concorso che ancora non esiste a € 35 ciascuno. Ogni 3 biglietti venduti 1 punto tutor. Quindi 9 biglietti per 3 punti ( altri € 315 da fregare agli amici)

MI INCAZZO!! Ma non me ne vado. Domani, venerdì 19, ci sarà il direttore commerciale, attendo il confronto.

Sorvolo sulla giornata e arrivo a lui. Spocchioso, arrogante, il Marchese del Grillo l’ho definito e non mi sono sbagliata. La sua azienda è un bluff. Lucra sulla disperazione degli altri. Mi dice che lui è lui e gli altri… che il suo è un meccanismo perfetto, certo per le sue tasche! Che riconoscerà le provvigioni sulle vendite solo ai vincitori del concorso, mentre per tutti gli altri nulla, saranno caricate ai tutor. Che la sua azienda è una scatola vuota e bisogna riempirla, che ha sogni ambiziosi, che ci è venuto da Roma ad aiutare la Calabria.

Gli rispondo che se gli stacco un assegno da 4.000 € il posto me lo sono comprato che poi è quello che mi chiede in termini di fatturato, che non gliene importa nulla della mia formazione perché altrimenti prima mi fai fare un corso con formatori qualificati, esperti, provenienti dalle aziende dei prodotti che commercializzi, e solo se supero il corso mi metti alla vendita ma nel negozio dove devo dimostrare di saper soddisfare un cliente sconosciuto accattivandomi la sua fiducia e non con parenti e amici che mi fanno il favore perché mi vogliono bene.

Gli sventolo il regolamento davanti in cui si parla di promozione nel punto vendita come prova pratica che è ben lungi dalla vendita e raggiungimento di budget con accumulo punti porta a porta o comunque fuori dal punto vendita. L’azienda inoltre si riserva poi di concludere i contratti di lavoro ai vincitori, quindi non c’è certezza neanche dopo il concorso. Certo qualche assunzione l’hanno fatta ma poi?? Insomma gli contesto tutto ma ovviamente non serve a nulla se non ad aprire gli occhi a chi era con me in sala che ha capito con chi stava avendo a che fare. Ma gli annunci sono ancora in rete, la truffa prosegue, c’è chi sta facendo spendere soldi, tanti soldi ad amici e parenti, sottoscrivendo tessere (perchè solo così si può acquistare affiliandosi e fornendo tutti i propri dati personali).

Tornata a casa ho ricercato in rete il dottore commercialista Paolo De Sole, e ho scoperto essere non nuovo a queste cose. Nel 2012 ha fondato un consorzio farmaceutico a Roma (dove Farmaeko ha sede legale) che è poi fallito nel 2014. Sarà forse per questo che ora non è lui l’a.d. di Farmaeko ma solo direttore commerciale ma è lui però che si interfaccia con tutti (Università comprese)?? Qualche altro articolo lo vuole invischiato seppur collateralmente in truffe sempre su Roma, certo io non ho gli strumenti adatti ad approfondire, ma credo che lo si debba fare. Posso solo dirvi che l’a.d. di Farmaeko è Raffaele Sisca che è nel contempo Presidente di un Consorzio farmaceutico Calabrese (quante coincidenze… e pare essere cognato dello stesso De Sole).

Credo ci si debba mobilitare per tutelare la Calabria, la mia terra, chi come me cerca lavoro in modo onesto ed è disposto anche a farsi aiutare da amici e parenti, per tutelare chi invece offre lavoro serio e con serietà opera selezioni. Se io avessi avuto 4.000€ li avrei investiti per qualcosa di mio (tutto mio).

Lettera firmata